«Opera strategica in chiave ambientale» 

Valdaone. Inaugurato ieri mattina il nuovo impianto di teleriscaldamento di Valdaone. Si è puntato allo sviluppo di una filiera corta, che utilizza il cippato locale. «Questo impianto non è solo un'op...



Valdaone. Inaugurato ieri mattina il nuovo impianto di teleriscaldamento di Valdaone. Si è puntato allo sviluppo di una filiera corta, che utilizza il cippato locale. «Questo impianto non è solo un'opera pubblica - ha detto la sindaca di Valdaone, Ketty Pellizzari - ma è soprattutto una scelta strategica in chiave ambientale. Rendersi autonomi sotto il profilo energetico, riducendo il consumo di combustibili fossili, è la nostra visione che è partita da una scelta coraggiosa e lungimirante degli allora sindaci Ugo Pellizzari, Lener Bugna, Nello Lolli e Roberto Panelatti con il presidente di EscoBim Vigilio Nicolini. Il futuro sono gli allacci privati, è dare speranza ai giovani che decidono di vivere qui e credono che qui si possa realizzare qualcosa di positivo».

L'idea di realizzare un impianto di teleriscaldamento affonda le sue radici nel protocollo di Kyoto. Allora il Consorzio Bim del Chiese avviò uno studio preliminare per individuare quelle iniziative che potessero raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, risparmio energetico e produzione di energia da rinnovabili fissati dal protocollo.

L'impianto di teleriscaldamento, costato 4.970.000 euro (Iva esclusa) con un finanziamento provinciale sul Bando energia del 2009 pari al 70%, si compone di un edificio centrale realizzato nell'abitato di Praso, dotato di una caldaia a biomassa legnosa della potenza di 850 kW a cui si affianca un doppio impianto di cogenerazione, anch’esso alimentato a biomassa legnosa, con una potenza termica di circa 180 kW e una potenza elettrica di 90 kW. La linea di distribuzione si estende sul comune di Valdaone per 6 chilometri, suddivisi in due rami indipendenti: alla rete sono oggi collegati un totale di 19 edifici pubblici, fra cui le sedi municipali, la chiesa di Bersone, la scuola materna, l'ex edificio scolastico di Praso e anche la casa di riposo “Padre Oddone Nicolini” a Pieve di Bono. L'impianto sostituisce circa 75.000 litri di gasolio e 85.000 mc di gas, con 4.222 mc-steri di cippato forestale. «L'impianto è un perfetto esempio di economia circolare, che si autoalimenta, usando fonti locali rinnovabili, in una zona non servita dal metano», ha detto Tonina, vicepresidente della Provincia. Attore importante nella realizzazione dell'impianto la società EscoBim e Comuni del Chiese: «Un'economia territoriale - ha detto il presidente Panelatti - non può prescindere dallo sviluppo del patrimonio di conoscenze e del cosiddetto know-how delle aziende e del personale che direttamente ed indirettamente sono coinvolte nella gestione dell'impianto. A loro deve andare sopratutto il pensiero e l'impegno di noi amministratori». A.P.













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