«In agricoltura serve tornare all’antico: al bando la chimica» 

Castel Campo, a Maso Pacomio presentato “Inversion” il progetto sulle innovazioni per la resilienza nella zootecnia


di Graziano Riccadonna


CASTEL CAMPO. Notevoli le novità al convegno sulle innovazioni agro-ecologiche per la resilienza e la sostenibilità della zootecnia di montagna, svoltosi a Maso Pacomio, fattoria didattica a Castel Campo. Convegno indetto per presentare il progetto “Inversion” (Innovazioni agro-ecologiche per la Resilienza e la sostenibilità della zootecnia di montagna) da parte dell’associazione Ecomuseo della Judicaria dalle Dolomiti al Garda insieme con numerosi altri soggetti di ecologia montana. La principale novità è che tornare indietro, all’agricoltura tradizionale, non solo si può ma è conveniente. La resilienza come capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi, ma di tornare indietro, è stata al centro delle riflessioni della “nuova” agricoltura. Notevole l’interesse al convegno di Maso Pacomio (Castel Campo), organizzato dall’Ecomuseo della Judicaria di concerto con la Provincia, alla presenza del sindaco di Fiavé Angelo Zambotti e della presidente dell’Ecomuseo Giancarla Tognoni, con il coordinamento di Patrizia Gionghi e Giorgia Robbiati, progetto “Inversion”. Gli allevatori interpellati hanno dato prova di grande disponibilità, a cominciare da Stefano Carloni (azienda Cargos), Oscar Cherotti (Misonet), Moira Donati (Agrilife), concordi nella riduzione degli input chimici nella coltivazione del mais, elemento principe dell’agricoltura “industriale” messa in crisi dalle attuali congiunture.

Di grande interesse gli interventi di Sergio Zanazzi su “Benessere animale, metodo e rilevazione sul campo e sistemi di allevamento a confronto” (azienda agricola Cattafesta), Francesco Vaccari (azienda agricola Agrilife) dell’istituto di biometeorologia del Cnr, su “Pascolo razionale, un’opportunità per gli allevatori e il clima”; Francesca Pisseri (azienda agricola Maso Pisoni), medica veterinaria su “Gestione integrata della salute animale, pratiche gestionali preventive”; Enrico Novelli (azienda agricola Misonet) del dipartimento di Biomedicina dell’Università di Padova su “La sicurezza e la qualità del latte in condizioni differenti di gestione e alimentazione della mandria”.

Infine Enrico Sturaro, università di Padova, presenta pratiche gestionali innovative, mentre Stefano Carlesi e Marzia Ranaldo dell’istituto di scienze della vita, sant’Anna di Pisa, “Verso la riduzione degli input chimici nella coltivazione del mais”. All’azienda Cargos-Carloni è cominciata una sperimentazione di transizione agroecologica di una parte dei coltivi: la prova si sviluppa, nel progetto Inversion, studiando gli effetti dell’impiego della biodiversità per fornire servizi utili all’agrosistema. Una dimostrazione pratica della "nuova" agricoltura è stata portata da Marina Clerici (Castel Campo) con la conversione colturale dal mais a colture più tradizionali come erba medica, ginestrino, trifoglio ibrido.













Scuola & Ricerca

In primo piano