Di classe in classe, studenti soddisfatti della novità 

Tione, primo giorno positivo all’Istituto “Lorenzo Guetti” per le lezioni itineranti I rappresentanti: «È funzionato tutto bene». Lamentele solo dai “conservatori”


di Walter Facchinelli


TIONE. «Per ora tutto sembra molto positivo e piace» alla maggioranza degli studenti dell’Istituto d'istruzione superiore “Lorenzo Guetti” di Tione, l’innovazione didattica delle “classi itineranti” iniziata ieri. Il “Guetti” è l’unica in Trentino, dove al cambio dell'ora non sono i circa 100 docenti a spostarsi da un’aula all’altra per fare lezione, ma sono gli oltre 900 studenti che vanno nell’aula “disciplinarmente diversa”. Ne abbiamo parlato con Fabiano Lorenzetti, Giorgio Musetti e Nicola Righi, rappresentanti degli studenti nel Consiglio dell’Istituzione scolastica.

Fabiano Lorenzetti “V Amministrazione finanza e marketing”, afferma «a caldo personalmente la vedo positiva». Tutti d’accordo? «Alcuni studenti vedono negativamente gli spostamenti per le perdite di tempo, ma in linea di massima in cinque minuti siamo tutti in classe. Gli spostamenti sono comunque abbastanza rapidi». Fabiano sottolinea «oggi (ndr. ieri) mi è capitato di passare da Religione a Inglese spostandomi dal terzo al primo piano, però questi spostamenti non sono molti».

Giorgio Musetti IV Liceo scienze applicate «il primo giorno è stato un po’ caotico, ma ce lo aspettavamo. È funzionato anche bene, c’è stata buona reattività degli studenti e gli spostamenti sono stati abbastanza veloci; i ragazzi si sono comportati bene, non c’è stata troppa confusione. Ho visto che potrebbe funzionare, è utile per sensibilizzarsi all’Università». Perplessità? «L’unica riguarda l’assicurazione per gli studenti negli spostamenti. Quando siamo sulle scale, non so di chi è la responsabilità e chi copre l’eventuale danno». Giorgio aggiunge «quest’iniziativa è sperimentale fino a giugno, poi si valuterà se mantenerla nei prossimi anni». Lamentele? «I conservatori, contrari alle riforme scolastiche dicono che non è conveniente, perché si perdono riferimento e identità di classe, lo spostamento è un po’ caotico».

Nicola Righi IV scienze umane, psicopedagogico B la nuova didattica «è sicuramente diversa, bisogna essere un po’ dinamici. Alcuni ragazzi, soprattutto di prima e seconda li ho visti un po’ persi, perché tra un’ora e l’altra c’è molto movimento e non sapevano dov’era l’aula. Personalmente l’ho trovata utile, come altri ho bisogno di sgranchirmi le gambe e liberare un po’ la mente. Così facendo sei più pronto per la lezione e l’affronti con più energia». Problemi? «Al cambio dell’ora avevamo l’altra classe fuori dalla porta, ci si deve abituare, come in America che quando suona la campanella l’ora finisce.» Riguardo ai professori? «alcuni sono molto convinti e contenti, le aule sono disciplinari sì, ma non stanno sulla stessa aula, io ho matematica in tre aule diverse.»

Nella prossima assemblea d’Istituto di fine gennaio, affermano all’unisono «parleremo e cercheremo riscontri per vedere se va bene o è da migliorare».

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