A Borgo Chiese concerto per ricordare Gino Dapreda

Condino. La famiglia Dapreda in ambito musicale e bandistico ha dato molto non solo a Condino ma a tutte le quattro valli Giudicariesi. Negli anni 40 e 50, da nonno Simone ai figli Gino, Celestino,...



Condino. La famiglia Dapreda in ambito musicale e bandistico ha dato molto non solo a Condino ma a tutte le quattro valli Giudicariesi. Negli anni 40 e 50, da nonno Simone ai figli Gino, Celestino, Guido e Ottavio si sarebbe potuto fare quasi un’orchestra. Sono stati loro a diffondere e insegnare l'uso di strumenti a più generazioni di valligiani. Oggi, in omaggio al professor Gino (all'epoca insegnate al Conservatorio di Bolzano), Luis Carlo Bertini - la cui zia acquisita donna Anna che aveva sposato Celestino - dedicherà un omaggio suonato a quel grande capofila figlio di Simone. L’appuntamento è fissato per le 20.30 nella sala consiliare di Borgo Chiese.

Transitando in quelli anni da Via Sassolo, prima delle androne dei Caporalùn e dei Pedrùn, a qualsiasi ora si ascoltava musica e poi musica. Si alternavano al pianoforte ad esibire partiture e dentro quelli stessi volt il maestro Guido (che dirigeva il corpo bandistico Giuseppe Verdi di Condino) negli anni 60 ha pure scritto e musicato l'Inno Giudicariese, la cui partitura viene obbligatoriamente eseguita in occasione di ogni concertone.

Celestino, che di professione faceva il barbiere e che a casa Pernisi & Cirimbelli (quasi dirimpetto al bar di Fiorindo Cafè & sale tabacchi di Massimo ed Elisa Poletti) aveva bottega. Ebbene era lì dentro che insegnava a far uso della fisarmonica a giovani allievi anche di Storo. Tra una barba e un taglio di cappelli Celestino estraeva leggìo e tastiera a spalla per insegnare musica e l'uso di strumenti pure al figlio del farmacista di Storo.

Sempre facendo riferimento a nonno Simone (che oltre ai figli musicisti aveva anche quattro figlie e tutte quante suore e suonatrici pure loro alla fondazione Cottolengo di Torino) l'ispirazione per spartiti e strumenti in quella casa risultava bella, diffusa e percepibile a distanza. A.P.













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