«Tra le priorità del 2018 mobilità e punto nascite» 

La procuradora del Comun general anticipa gli obiettivi del prossimo anno e traccia un bilancio del 2017. «L’integrazione dei migranti qui è riuscita»



VAL DI FASSA. Salute e mobilità sono gli obiettivi primari del nuovo anno per Elena Testor. In una lunga nota, la procuradora del Comun general de Fascia (la Comunità di valle della val di Fassa) elenca le priorità del 2018. “Mi auguro che a primavera – afferma – il punto nascite di Cavalese possa essere riaperto. Pensiamo, con gli ultimi concorsi e i professionisti a gettone, tra pediatri, ginecologi e anestesisti, di organizzare al meglio lo staff e quindi poter soddisfare le richieste del Ministero della salute”. A questo proposito, la procuradora ricorda che “l’istituzione del pulmino rosa che accompagna le donne fassane, ma anche fiemmesi e cembrane, a Trento e Rovereto per gli screening mammografici (aumentati del 5%) - un servizio voluto dal Comun general in collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale e la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) - ha incentivato la prevenzione e il benessere della popolazione femminile”.

Nel settore della mobilità, Elena Testor ricorda che, sulla scorta del Piano per gli investimenti per la viabilità 2014-2018, “dalla prossima estate si lavorerà al completamento della pista ciclabile tra Fontanazzo-Penia e Moena, alla rotatoria di San Giovanni e al ponte di Campitello”.

Se questi sono gli obiettivi, la procuradora del Comun general de Fascia traccia poi un bilancio di quanto fatto nell’anno che si sta concludendo. “Il 2017 – commenta - è stato senz’altro intenso per l’ente fassano, apertosi con l’accoglienza dei richiedenti asilo che in valle ha trovato, nella distribuzione di nuclei familiari nei vari paesi, la soluzione più idonea. Questa dislocazione – prosegue - ha favorito l’integrazione dei rifugiati nella nostra comunità. Le coppie con figli piccoli che vivono a Canazei, Campitello, Soraga e Moena si sono inserite senza problemi, anche grazie alla loro partecipazione alle attività di volontariato svolte per i Comuni».

Sul fronte della promozione della cultura e della lingua ladina, la nota riporta i risultati raggiunti a livello europeo grazie all’incarico di vicepresidenza nell’Npld (Network to Promote Linguistic Diversity) ricoperto da Sabrina Rasom, responsabile dei Servizi linguistici e culturali del Comun general, che ha portato all’organizzazione, a Soraga, della conferenza generale di questa rete paneuropea per la promozione della diversità linguistica che ha discusso di minoranze quale risorsa per il turismo. “Da quell’incontro – commenta la procuradora - è scaturito un progetto turistico presentato a Bruxelles”. Il Comun general ha poi aderito al “Minority SafePack”, un pacchetto di misure per rafforzare il peso politico delle minoranze all’interno dell’Unione europea promosso dalla Fuen (Federal Union of European Nationalities). Tra le iniziative c’è la raccolta di un milione di firme (60mila in Italia), entro il 3 aprile, in almeno 7 Stati dell’Unione, per accrescere diritti, politiche e attività a favore delle popolazioni europee di cultura e lingua di minoranza.

Il Fondo strategico territoriale, promosso dalla Provincia, è stato un altro degli impegni di lavoro del Comun general de Fascia. Per l’adeguamento dei servizi sono stati messi a bilancio più di 913 mila euro provenienti dagli avanzi di amministrazione dei Comuni di Moena e Campitello mentre altri 3 milioni e 859 mila serviranno per la riqualificazione del tessuto urbano, realizzazione di infrastrutture ricreative e sportive, l’offerta turistica, la salvaguardia della ruralità in quota, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e una maggiore efficienza energetica degli edifici pubblici. (pa.pi.)













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