sessione forestale a predazzo 

«Per 2-3 anni raccoglieremo solo» 

Aula magna del municipio affollata per ascoltare i dati degli schianti



PREDAZZO . Non s’era mai visto tanto pubblico ad una sessione forestale come quello che ieri pomeriggio, per più di 2 ore e mezza, ha ascoltato nell’aula magna del municipio di Predazzo Ruggero Bolognani illustrare il Piano forestale 2018-2027 del Comune (che dovrà essere completamente rifatto alla luce degli schianti di 3 mesi fa) il dirigente forestale Bruno Crosignani, l’assessore Giovanni Aderenti, la sindaca Maria Bosin e l’ispettore Maurizio Poli, quest’ultimo a raccontare di cervi, caprioli e lupi, soprattutto di quest’ultimi che a quanto pare tengono ancora banco. Ovviamente l’attenzione era tutta rivolta alla situazione del bosco dopo il 29 ottobre e alle azioni future. Fra 55.000 e 70.000 metri cubi gli schianti stimati da Bolognani, un po’ di più di quelli che la Forestale aveva stimato a botta calda (43.000). «Una pianificazione sconvolta» quella fresca fresca del Comune. «Per 2-3 anni ci sarà solo da raccogliere» ha sottolineato Crosignani, che ha ricordato anche gli interventi del Servizio Foreste e il bando per contributi per coloro che provvederanno in proprio all’esbosco. Il Servizio ha assunto l’onere di realizzare nuovi piazzali e nuove strade, ma ci sarà soprattutto da allargare quelle esistenti per renderle camionabili e accelerare il trasporto.

L’assessore alle foreste del Comune di Predazzo Giovanni Aderenti ha comunicato che i primi interventi sono stati fatti nella zona delle Pozze, quella più produttiva, per 3000 metri cubo. Il legname è già andato all’asta a 78 euro a mc, ma 3 lotti, per 300 metro cubo, sono rimasti invenduti. 4000 euro sono stati ricavati invece da alcuni abeti di risonanza, venduti a 160 euro/mc. Per il 2019 sono già previsti appalti per 2500 mc. Praticamente 5500 mc. (quasi 2 riprese annuali) già assegnati in 3 mesi, ha tenuto a sottolineare l’assessore.

Crosignani ha parlato anche di sicurezza, dei boscaioli, ma anche di chi fa legna e di chi va a spasso, in particolare dei fungaioli. Ma i divieti generalizzati non servono – ha puntualizzato – occorrono ordinanze mirate.

La sindaca Maria Bosin ha toccato il tasto del monte Mulat annunciando che, vista la complessità dei problemi di quella montagna, di esbosco, paramassi e viabilità se ne occuperà la Provincia. Mirco Giacomuzzi di Ziano ha chiesto lumi su cosa possono fare i piccoli proprietari facendo riferimento ai contributi stanziati da Bolzano, dove tuttavia, a differenza di Trento – ha risposto Crosignani - la proprietà del bosco è essenzialmente in mano ai privati. La sessione si è conclusa con una dettagliata relazione dell’ispettore Poli sulla fauna. (f.m.)













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