«I bonus a pioggia sono populisti, facili ed inutili» 

Tesero. La giunta di Elena Ceschini, come abbiamo riferito nei giorni scorsi, ha deciso di distribuire un bonus economico di 30 euro ad ogni capofamiglia del comune, intendendo favorire la ripresa...



Tesero. La giunta di Elena Ceschini, come abbiamo riferito nei giorni scorsi, ha deciso di distribuire un bonus economico di 30 euro ad ogni capofamiglia del comune, intendendo favorire la ripresa degli esercizi economici, duramente colpiti dall'emergenza Coronavirus.

L’iniziativa non è stata accolta con entusiasmo dall’ex sindaco Maurizio Zeni, che in poche parole la ritiene un modo per sprecare preziose risorse. Una posizione che argomento in nell’intervento che pubblichiamo di seguito.

«L'impegno economico complessivo per il bonus economico è di 39.000 euro di denaro pubblico. Le attività commerciali coinvolte sono 58. Con un rapido ed elementare calcolo la ricaduta su ogni impresa, ammesso che tutti i bonus siano spesi, è di 672 euro lordi per attività. Con una deduzione forfettaria degli oneri circa 400 euro netti.

Non io ma lucidi economisti di livello internazionale hanno duramente criticato la politica dei bonus, soprattutto di quelli indifferenziati. Si ritiene che tali strumenti siano da una parte inefficaci nel settore economico e che dall'altra rendano ancora più acuta la differenza tra ricchi e poveri che l'emergenza Coronavirus di per sé ha già allargato.

Se da una parte i 400 euro netti che andrebbero ad ogni impresa credo non risolvano in nessun modo i forti problemi che l'emergenza ha creato a molte attività, personalmente mi scandalizza il fatto che i 30 euro siano assegnati sia a nuclei familiari più che benestanti che a famiglie in grave difficoltà economica. Molto meglio sarebbe stato concentrare gli interventi sui nuclei familiari veramente bisognosi. Se poi andiamo a scorrere l'elenco delle attività commerciali, solo teserane, presso le quali il bonus può essere speso, colpisce il fatto che alcune di queste siano state del tutto marginalmente o per nulla penalizzate dall'emergenza.

L'opinione pubblica locale sarà probabilmente in larga parte favorevole alla misura adottata dalla Giunta comunale. Già gli antichi romani sentenziavano “Pecunia non olet” ( il denaro non puzza).

E qui riprendo il parere di alcuni illustri economisti che leggono la politica dei bonus indifferenziati come una comoda misura populistica. “Meno bonus e più interventi strutturali. Meno populismo e più spalle larghe per le famiglie”: così si esprime ad esempio il noto economista Massimo Melpignano.

Non posso che condividere il giudizio citato: facilissimo impegnare pubblico denaro per azioni populistiche, molto più complesso studiare misure strutturali, anche circoscritte, per facilitare la ripresa post epidemia. Questo dovrebbe essere l'impegno di amministratori coscienziosi e veramente interessati al bene comune».













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