le nuove misure

Dpcm, la palla passa ai presidenti: Fugatti chiuderà le scuole trentine?

Il nuovo decreto che sta preparando il governo Draghi affida ai territori, anche in zona gialla e arancione ma con un’incidenza di casi alta, la facoltà di scegliere se tenere in classe scolari e studenti o mandarli a casa



TRENTO. Il nuovo Dpcm è in fase di “cottura”, il governo sta apportando le ultime correzioni prima della presentazione fissata per la giornata odierna, che non verrà effettuata dal presidente del consiglio Draghi, differentemente da ciò che era solito fare il suo predecessore Conte, bensì dai ministri alla salute Speranza e agli affari regionali Gelmini. Sarà quello il momento in cui verranno svelate le misure con le restrizioni che ci toccheranno direttamente a partire dal 6 marzo e fino al 6 aprile.

Le novità principali riguarderanno la scuola. Il governo ha deciso per la chiusura completa di ogni classe nelle regioni in zona rossa ma verrà anche data facoltà ai singoli territori, regioni e province autonome, in zona gialla e arancione ma con un’incidenza di almeno di 250 casi ogni 100mila abitanti, di poter scegliere se tenere aperte o meno le scuole e optare, oppure no, per la didattica a distanza. Una situazione che potrebbe riguardare anche le provincie di Trento e Bolzano: i dati della scorsa settimana, infatti, registravano un’incidenza che a Trento era superiore ai 300 casi mentre Bolzano addirittura sopra i 500.

Se la bozza, come sembra, dovesse contenere questa opzione che viene lasciata in carico ai presidenti delle provincie e ai sindaci, la domanda è obbligatoria: cosa intenderà fare Fugatti? Chiuderà le scuole trentine passando alla didattica a distanza oppure proseguirà ignorando l’indicazione (che non è un obbligo) del governo?













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