Ancora senza pioggia e con temperature anomale: le previsioni del tempo per i prossimi giorni
A fare notizia, però, non è tanto la siccità quanto le anomalie termiche che caratterizzeranno i prossimi giorni: lo zero termico toccherà il picco massimo di 3.600 metri nella giornata di martedì 9 dicembre, confermando un'inversione termica che non ha precedenti per il periodo
TRENTO. Fino a sabato 13 dicembre continueranno le condizioni di siccità, prevalenza di sole e caldo fuori stagione in montagna. Intanto in Asia le alluvioni fanno strage. Il sole la farà – queste le previsioni di Giacomo Poletti – ancora da padrone sulle Alpi almeno fino a sabato prossimo, con un'assenza di piogge prolungata che non accenna a interrompersi.
A fare notizia, però, non è tanto la siccità quanto le anomalie termiche che caratterizzeranno i prossimi giorni: lo zero termico toccherà il picco massimo di 3.600 metri nella giornata di martedì 9 dicembre, confermando un'inversione termica che non ha precedenti per il periodo.
Lunedì 8 dicembre sarà caratterizzato da nuvolaglia di passaggio, ma non mancheranno le schiarite con ore di sole diretto. Lo zero termico salirà oltre i 3.000 metri con venti deboli da sud-ovest in montagna.
Martedì la situazione rimarrà simile: velature anche dense alternateranno spazi di cielo azzurro, mentre lo zero termico continuerà a salire raggiungendo i 3.600 metri entro sera. In quota i venti da ovest e sud-ovest saranno percettibili ma non forti, oscillando tra i 20 e i 30 chilometri orari a 3.000 metri.
Da mercoledì 10 a sabato 13 dicembre la situazione si stabilizzerà ulteriormente con prevalenza del sereno e temperature che continueranno a galleggiare su livelli lontani dai valori storici. Emblematico il caso della Val d'Adige: nonostante le notti siano serene, le temperature minime rimarranno di poco sopra lo zero.
Gli esperti non si aspettano sorprese significative fino al 18-20 dicembre. Ma il dato che emerge con chiarezza dalle mappe delle anomalie termiche è più ampio: l'intera Europa sarà dominata per una settimana dalla mitezza anomala, mentre il freddo rimane confinato a latitudini molto più elevate.
Preoccupa invece la "macchia fredda" che si osserva nell'Atlantico al largo dell'Irlanda, direttamente collegata alla progressiva crisi della Corrente del Golfo, un fenomeno che gli esperti di climatologia seguono con estrema attenzione.
Su scala globale, intanto, il maltempo non cessa di colpire altre parti del mondo con conseguenze tragiche. Tra Sri Lanka e Indonesia, in particolare sull'isola di Sumatra, devastanti alluvioni hanno causato oltre 1.500 morti e costretto all'evacuazione circa 2 milioni di persone. Tra le cause scatenanti ci sono le temperature senza precedenti degli oceani, acuite dal fenomeno della Nina e dal sovrapporsi sfavorevole del dipolo negativo dell'Oceano Indiano.