Val Badia, trovato un lupo decapitato: un uomo denunciato per bracconaggio
L’animale era stato decapitato e privato delle zampe e della coda, probabilmente per ricavarne un trofeo. Rinvenute nel fuoristrada della persona residente in val Badia, individuata dai forestali, armi sofisticate pronte all'uso, un silenziatore e ottiche termiche e notturne. Sandri (Enpa): sembra la risposta criminale al declassamento della protezione dei lupi
Un lupo ucciso e decapitato, denunciato un uomo residente in val Badia. Il ritrovamento è avvenuto nel Parco naturale Fanes-Sennes-Braies della carcassa mutilata di un lupo, abbattuto illegalmente e privato di testa, zampe e coda per ricavarne probabilmente un trofeo. A seguito dell'episodio, che ha richiesto un immediato rafforzamento dei controlli notturni, le indagini mirate hanno portato al deferimento di una persona all'autorità giudiziaria.
Ora, infoma la Provincia, è stata intensificata l'attività anti-bracconaggio condotta dal corpo forestale provinciale in collaborazione con i carabinieri.
L'uomo ritenuto responsabile di bracconaggio è stato colto in possesso illegale di parti di armi da fuoco.
Nel suo fuoristrada sono state sequestrate armi sofisticate pronte all'uso, un silenziatore e ottiche termiche e notturne; inoltre, in una stalla adiacente, sono stati rinvenuti tre esemplari della specie protetta di gracchio alpino abbattuti di recente e pelli di ungulati con ferite compatibili con il calibro delle armi trovate nel veicolo.
Il Parco naturale Fanes-Sennes-Braies si estende in Alto Adige, al confine con la provincia di Belluno, nel cuore delle Dolomiti, e il territorio appartiene ai comuni di Dobbiaco, Braies, San Vigilio di Marebbe, Valdaora, La Valle e Badia.
Sull'episodio ha diffuso un comunicato Ivana Sandri, etologa dell'Ente nazionale protezione animali e presidente della sezione di Rovereto dello stesso Enpa: «Lo scempio fatto sul corpo di un lupo in Alto Adige, nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies, sembra la risposta criminale al declassamento del lupo voluto ieri dalla maggioranza di Governo con la legge di delegazione europea, un atto che abbiamo correttamente definito ingiusto e ingiustificabile, e che oggi alla luce dell’orrore scoperto dalle Forze dell’ordine mostra tutta la sua pericolosità.
Il tutto aggravato, se possibile, dal fatto che per compiere un atto indegno è stato scelto un Parco naturale: una sfida alla legge, alla cultura, alla coscienza e alla volontà degli Italiani.
Enpa ha ripetuto fino allo sfinimento che l’abbassamento dello status di protezione da “particolarmente protetto” a “protetto” diventa per la parte peggiore della società un segnale di liberi tutti, cioè di poter ammazzare impunemente i lupi, mentre non è assolutamente così.
Basta con i pannicelli caldi, ovvero con le sanzioni irrisorie come quelle dell’art. 727 bis del C.P. che prevede misure ridicolmente basse: è necessario prevedere la fattispecie del delitto nel Codice penale, con la reclusione e una fortissima multa per chi uccide specie protette.
Ancora una volta invochiamo l’intervento del Ministro dell’Ambiente, affinché assolva i suoi doveri istituzionali, ma anche l’intervento del Ministro della Giustizia, perché chi compie delitti tanto orrendi è un criminale pericoloso per l’intera comunità.
Da parte nostra un ringraziamento sentito ai carabinieri e al corpo forestale provinciale, per il lavoro prezioso svolto nella prevenzione e nel contrasto alle attività criminali», conclude Sandri.