Assistenza

Rsa, personale esasperato: “Turni massacranti, siamo stremati. Rischia di saltare tutto”

I sindacati denunciano aumento dei casi di stress lavoro-correlato e difficile conciliazione con la vita privata: “La politica trentina e l'assessore Tonina non hanno dimostrato capacità di ascolto"



TRENTO. Turni sempre più pesanti, aumento dei casi di stress lavoro-correlato, difficile conciliazione con la vita privata. Queste solo alcune delle problematicità con cui sono costretti a convivere ogni giorno gli operatori e le operatrici delle Apsp e Rsa del Trentino, e denunciate nel pomeriggio dalla Cisl Fp e dalla Uil Fpl Enti Locali.

«Questo è un modello che non può continuare - ha esordito il segretario generale Cisl Fp Trentino Giuseppe Pallanch - Il nostro personale è stanco e stremato e la prima linea rischia di saltare, nonostante la politica continui a dire che è tutto sotto controllo». Tanti, infatti, i problemi del settore a cominciare dal sistema della parametrazione dell'assistenza, basata sui minuti anziché sui bisogni degli ospiti: «Lo diciamo forte a tutti - continua Pallanch - un posto letto non si misura a minuti. Bisogna investire sulle persone e sul bene della comunità».

E tra queste persone, oltre agli ospiti, anche per l'appunto gli operatori, sempre di meno e per questo costretti a turni sempre più logoranti: «Lo stress lavoro-correlato è diventato ormai uno status emergenziale sia nelle Rsa pubbliche che in quelle private - ha ribadito il segretario generale Uil Fpl del Trentino Andrea Bassetti -. Questo porta anche ad una crisi di attrattività del settore, dove dalla scuola di Oss a infermieristica i posti rimangono vacanti».

Da rivedere anche per Bassetti, inoltre, l'intero sistema assistenziale: «Ad oggi l'organizzazione sanitaria è vecchia di 30 anni. Deve essere rivisto totalmente il sistema dei parametri a fronte anche del fatto che il 90% dei soggetti ha terapie psichiatriche in corso».

A ribadire le preoccupazioni di un sistema ai limiti anche le responsabili sindacali delle Apsp, in contatto diretto con chi il lavoro lo svolge in prima linea: «Sono seriamente preoccupata - ha affermato la responsabile per Cisl Cindy Galizzi - Il personale è davvero al limite con carichi di lavoro enormi, a volte di notte anche 1 solo Oss per 85 residenti in tre piani, con mansioni che spesso non sono nemmeno assistenziali. Oltre a questo, viene richiesta continuamente una formazione da parte delle amministrazioni e capita spesso che l'operatore di servizio non abbia alcuna vera possibilità di conciliazione lavoro-famiglia».

Sulla stessa linea anche la responsabile per Uil Elena Aichner: «Il deperimento del personale è così grave che in qualche struttura hanno addirittura chiuso alcuni posti letto perché non c'è abbastanza personale. Una situazione inaccettabile».Proprio per rispondere all'urgenza i due enti sindacali, uniti, hanno indetto per domani alle ore 10 in piazza Dante un sit-in per denunciare la crisi del sistema e chiedere un tavolo di confronto alla Provincia.

«La politica trentina e l'assessore Mario Tonina non hanno dimostrato capacità di ascolto - ha concluso Bassetti -. Quando l'assessore ha proceduto a fare il proprio tour noi avevamo richiamato forte l'attenzione precisando che bisognava parlare con il personale, perché parlare con i direttori allontana dalla vera realtà delle cose». Dello stesso parere, infine, Pallanch: «C'è stato l'orecchio sordo della politica. Non possiamo permetterci tutto questo e non ci stiamo a non essere ascoltati». P. F.













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