Nel 2025 visitatori in calo tra basilica e campanile di San Marco
Malgrado questo trend in controtendenza, Venezia, con Rimini e Bolzano, svetta tra le mete più esposte all'overtourism, nella mappa dell'indice complessivo di sovraffollamento turistico elaborata da Demoskopika: seguono Livorno, Napoli, Milano, Trento (settima), Roma, Verona e Trieste
Il 2025 ha registrato un calo di visitatori tra la Basilica e il Campanile di San Marco, passando da 3.416.943 del 2024 a 2.955.414.
Lo rileva la Procuratoria di San Marco secondo la quale la riduzione si spiega sia con la chiusura del Campanile per due mesi, fra gennaio e febbraio, per interventi urgenti di manutenzione straordinaria, con perdita di circa 100.000 accessi, sia con la voluta e programmata limitazione dell'afflusso eccessivo di visitatori alla Basilica nelle ore di punta.
Il calo però non ha influito sugli incassi, che grazie all'aumento del prezzo del biglietto, sono rimasti stabili a oltre venti milioni di euro. Cifra che ha consentito, tra l'altro, di aver risorse per l'istituzione del "biglietto marciano", che consente ai visitatori della Basilica di accedere gratuitamente anche ad altre 40 chiese del centro storico di Venezia.
I prossimi passi della Procuratoria nel 2026 saranno il programma "I Viaggi della Bellezza (a costo zero)", in collaborazione con altre istituzioni, per promuovere gite scolastiche senza alcun onere per le famiglie e per le scuole.
E ancora un intervento strutturale di messa in sicurezza di alcune colonne del Portale Maggiore della Basilica, la trasformazione di alcuni spazi residenziali nel complesso di Santa Apollonia in foresteria per i propri collaboratori.
Malgrado questo trend in controtendenza, Venezia, con Rimini e Bolzano, svetta tra le mete più esposte all'overtourism, nella mappa dell'indice complessivo di sovraffollamento turistico (Icst), elaborata dall'Istituto Demoskopika e pubblicata l'estate scorsa.
A seguire Livorno, Napoli, Milano, Trento (settima), Roma, Verona e Trieste.
Al livello "Alto" dell'indice si collocano anche i sistemi turistici provinciali di Aosta, Firenze e Siena, dove la pressione turistica resta marcata, con impatti significativi sulle risorse locali. All'estremo opposto, invece, restano Rieti, Benevento, Reggio Calabria, Isernia, Avellino e Campobasso che si confermano ai margini del turismo di massa: lì il sovraffollamento resta meno significativo, con effetti contenuti su infrastrutture e qualità della vita.
A colpire, tra gli indicatori di dettaglio, sono soprattutto i dati su densità e intensità turistica, che evidenziano le aree a più alta concentrazione di pressione antropica. Rimini e Venezia svettano nella classifica per densità turistica, con rispettivamente oltre 17mila e quasi 16mila presenze per chilometro quadrato. Sempre Rimini detiene anche il primato nazionale per produzione pro capite di rifiuti urbani legati al turismo: 76,8 chilogrammi per turista, a fronte degli appena 0,5 chilogrammi registrati a Benevento. Sul versante dell'intensità turistica, ovvero il rapporto tra presenze e popolazione residente, si conferma al primo posto Bolzano, con quasi 69 turisti per abitante, seguita da Venezia con quasi 47 turisti per abitante. In coda, invece, Lodi, Avellino e Benevento.
Questa la classifica dell'Indice Complessivo Sovraffollamento turistico (Icst):
1) Rimini
2) Venezia
3) Bolzano
4) Livorno
5) Napoli
6) Milano
7) Trento
8) Roma
9) Verona
10) Trieste
11) Aosta
12) Savona
13) Ravenna
14) Imperia
15) Grosseto
16) Firenze
17) Gorizia
18) Siena
19) Forlì Cesena
20) Verbano Cusio Ossola
"L’overtourism – avvertono i ricercatori di Demoskopika – non è più soltanto una sfida, ma è una priorità che investe la sostenibilità delle destinazioni italiane. Non riguarda solo l’esperienza del turista, ma condiziona anche la qualità di vita delle comunità locali. L’aumento del sovraffollamento è un campanello d’allarme che impone interventi urgenti e strategici: dalla regolazione dei flussi nei periodi di punta alla promozione di mete alternative, fino a incentivare in modo più efficace i viaggi lungo tutto l’arco dell’anno, valorizzando anche i mesi tradizionalmente meno turistici. In questa direzione – precisano i ricercatori dell’Istituto – Demoskopika offre dati puntuali e analisi territoriali per supportare i decisori pubblici in una governance più equilibrata. Agire ora – concludono gli autori dello studio – è l’unica strada per garantire che il turismo resti una risorsa e non si trasformi in un fattore di crisi per i territori e per le generazioni future".