Bilancio di luci e ombre per l'agricoltura trentina, bene l'export
Sullo sfondo delle proteste e del confronto su politiche Ue e accordo commerciale con l'America latina, emerge un 2025 condizionato sia dalle incertezze del quadro economico sia dalla crisi ecologica, con gli effetti e i costi dei cambiamenti climatici sul reddito dei contadini. Sul fronte prezzi, ripresa per mele e piccoli frutti, situazione complessa per il comparto viti-vinicolo: rossi in netta controtendenza e spumante che prosegue la crescita, come confermano i dati dell'istituto Trentodoc
L’anno appena concluso vede per l’agricoltura un quadro complessivo in chiaro scuro, tra congiuntura economica e crisi ambientale, che ha esposto il comparto agricolo sempre più all’impazzimento del clima, con conseguenze sempre più pesanti sul reddito degli agricoltori.
Grazie ad una rete protettiva della difesa del reddito degli agricoltori, sono comunque garantiti il rimborso almeno delle spese vive. Il Trentino è stato ancora una volta la realtà agricola con la maggior parte dei prodotti assicurati.
Si pensi che le partite aperte con il Co.Di.Pra, sono state nel 2025 oltre 14.600 e i valori assicurati con polizza agevolata hanno superato l’importo dei 530 milioni. Inoltre la dotazione complessiva dei diversi fondi ha superato i 53 milioni.
Per il settore frutticolo, che è il più esposto alle intemperie, siamo nell’ordine di circa il 90% di prodotto assicurato. Ma l’assicurazione si va estendendo sempre di più anche nel comparto vitivinicolo, a quello dei piccoli frutti ed in quello zootecnico. Ciò si deve ad un’oculata gestione delle polizze assicurative e ai fondi mutualistici, che hanno visto ancora una volta il Trentino apri pista a livello europeo mentre nei confronti delle altre realtà italiane svetta con un record dei prodotti assicurati superiore a tutto il resto d’Italia.
Sul fronte dei prezzi, grazie ad un positivo trend dei mercati, l’andamento delle mele e dei piccoli frutti vede in netta ripresa le quotazioni.
Il discorso vale anche per i prodotti biologici che, dopo diversi anni di calo o stagnazione della domanda ora hanno il giusto riconoscimento visto che i costi di produzione sono maggiori e le rese inferiori rispetto al metodo integrato.
Diverso il discorso per il comparto viti-vinicolo, il mercato dei vini rossi è ormai da alcuni anni in netta controtendenza, per il calo dei consumi stimato in alcuni punti percentuali.
Va meglio per i vini bianchi, particolarmente per lo spumante. Il Trentodoc, seppur non aumentando le vendite con percentuali a due cifre, come eravamo abituati da anni, prosegue nella sua fase positiva. Sicuramente molti spazi esistono sull’export. Il dato comunicato dall’Istituto Trentodoc ci dice che la percentuale di prodotto esportato, si limita al 15%, quindi esistono spazi di mercato da conquistare, cosa che cerca di fare in modo unitario l’Istituto Trentodoc.
Notizie molto positive sul fronte dell’export in generale dei prodotti agricoli che ha superato nel 2025 che a livello nazionale ha superato i 70 miliardi e gli esperti parlano di un ulteriore aumento del valore dei prodotti esportati puntando a raggiungere i 100 miliardi di euro. Il valore della produzione agricola è stimato in 234 miliardi di euro, che porta il nostro paese a detenere il primato fra i paesi europei con una percentuale di del 18,4% di quello dell’Ue. A livello nazionale a fronte di un aumento medio dello 0,8%, il prodotto interno lordo è aumentato del 2% secondo i dati Istat.
Allora tutto bene? Non proprio, data la scellerata scelta di cancellare tutto d’un tratto il bilancio della politica agricola (Pac), per portare tutte le risorse in un unico fondo di fatto tagliando pesantemente le risorse riservate alla politica agricola, da parte della Commissione europea presieduta dalla tedesca Ursula Von der Leyen e dai suoi tecnocrati.ò Le oltre 40 organizzazioni professionali agricole europee per una volta hanno protestato tutte assieme con oltre 12.000 presenze, denunciando che la presidente “non è in grado di gestire il ruolo che ricopre”.
In relazione al grande accordo con i Paesi del Centro-Sud America il famigerato Mercosur, le organizzazioni denunciano inoltre un inganno sia a danno degli agricoltori sia dei consumatori, anche in fatto di tutela reale del cibo europeo.
Il presidente di Coldiretti del Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, che per una volta trova d’accordo anche Confagricoltura con il suo presidente Diego Coller, sottolinea l’importanza della manifestazione unitaria che si augura sia di auspicio per il futuro.
Un risultato lo abbiamo già ottenuto, ricorda Coller, il commissario Ue preposto ha stanziato oltre 70 miliardi in più per la politica agricola, non è abbastanza ma è un bel segnale.
E la Cia del Trentino con il suo presidente Paolo Calovi sottolinea che l’accordo fra le organizzazioni professionali agricole è un fatto storico, che ci si augura si possa ripetere anche in futuro: l’unione fa la forza.