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In Trentino tutti pazzi per la vela dopo il trionfo di Ruggero Tita: ecco come è nato l’oro olimpico

Un pezzo di medaglia lo si deve alla preparazione giovanile alla scuola di vela dell’Associazione Velica Trentina sul lago di Caldonazzo. Il presidente Roberto Emer: «Ad avviarlo alle prime regate è stato l’istruttore Franco Primon». La scuola velica è fra le prime in Italia

LE FOTO: una storia iniziata sui laghi trentini

IL VIDEO: gli allenamenti in volo sulle acque del Garda

LE FOTO: il trionfale cammino che porta all'oro

LA VITTORIA: lo storico trionfo di Ruggero Tita


Aldo Cadili


TRENTO. Il Trentino è euforico per la conquista della medaglia d’oro all’Olimpiade di Tokio da parte di Ruggero Tita nella vela, sulla impegnativa – velisticamente parlando – imbarcazione volante Nacra 17 (17 è la misura, in piedi), alloro condiviso con la romana Caterina Banti. Impresa sportiva tutt’altro che improvvisata, anzi annunciata visto il progresso agonistico degli ultimi anni di questo giovane atleta di Sant’Agnese di Civezzano, che ha avuto il qualificato supporto logistico e organizzativo del selettivo Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza. 

Se Ruggero Tita ha raggiunto l’olimpo sportivo, parte del merito va alla sua preparazione iniziale presso la scuola di vela giovanile teen-ager dell’Associazione Velica Trentina, a Valcanover, sul lago di Caldonazzo. Istituzione che ha insegnato con successo agonistico l’arte del navigare a diverse generazioni di teen-ager. Le ultime due “eccellenze” della scuola di vela sono Ruggero Tita e la perginese Federica Cattarozzi, campionessa mondiale, europea e italiana della diffusa classe Laser, che per la sua giovane età (vent’anni) il sogno olimpico è sicuramente è realizzabile.

«Ruggero Tita – spiega il presidente della Velica Trentina Roberto Emer – ha frequentato i corsi iniziali della vela con l’esperto istruttore Franco Primon avviandolo poi alle prime regate, compreso l’impegnativo Criterium Optimist a Riva del Garda (circa 1.500 partecipanti). I risultati furono molto buoni, anteprima dei futuri successi, oro olimpico compreso».

La scorsa estate l’elevato livello qualitativo della scuola di vela della Associazione Velica Trentina ha avuto l’ufficiale riconoscimento dalla Federazione Italiana Vela che l’ha classificata la prima della nostra regione, davanti a quelle blasonate del Garda trentino. Inoltre è terza per merito della XIVa Zona F.I.V. (dopo il C.V. Brenzone e la F.V. Desenzano), che comprende 50 Circoli Velici dal lago di Resia (operano due Club) al Garda, al lago d’Iseo, a quelli cittadini fino a Milano). Non è tutto. E’ 31esima tra le 550 scuole vela di altrettanti club nautici affiliati in Italia alla Federvela ai quali si aggiungono oltre 200 scuole di vela autonome ma riconosciute dalla F.I.V.

Il sodalizio velico situato al Valcanover, presieduto con notevoli capacità organizzative da Roberto Emer (vice è Dario Uber) con oltre 250 soci, da decenni opera con professionalità favorita dall’apporto di istruttori molto preparati con una collaudata esperienza didattica ed agonistica. «La graduatoria di merito elaborata dalla Federazione Italiana Vela – spiega molto soddisfatto il presidente dell’Associazione Velica Trentina, Roberto Emer - è basata, tra l’altro, sul numero degli allievi tesserati alla scuola vela e su una serie di parametri correlati a tale attività. Il presidente nazionale della Federvela, Francesco Ettore, ha evidenziato che la classifica delle 700 scuole di vela è avvenuto come in regata, cioè con punteggi assegnati a predefiniti criteri». Per Fabio Stacchini, responsabile delle relazioni esterne della Velica Trentina, «il riconoscimento federale rappresenta una autorevole attestazione dell’ottimo lavoro svolto e di continuarlo in futuro».

Nel 1960 alla Velica vennero istituiti i “corsi Olimpia” promossi dalla Federvela, che anticiparono l’attuale scuola di vela. Il promotore fu Enrico Garbari, già presidente nonché cofondatore nel 1949 di questo club nautico che per le sue capacità ebbe incarichi federali. Consistente risultò l’apporto di Ezio Vernaccini, pure lui con un passato di presidente della Velica.













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