Turismo, arriva la tassa di soggiorno

L’assessore Dallapiccola pensa a una carta elettronica. Sì al ritorno di Trentino Marketing: «Porterà nuova energia»



TRENTO. Una tassa di soggiorno sotto forma di card elettronica per il turista, che comprenda anche accessi ai musei, ai trasporti e buoni per l'acquisto di prodotti locali. Questo, secondo l’assessore Michele Dallapiccola,lo strumento per far fronte, in un momento di contrazione del bilancio della Provincia, alla spesa crescente per la promozione e commercializzazione del turismo trentino, settore che rappresenta il 15% del Pil, circa 2,5 - 3 miliardi di euro su un totale di 16 miliardi. L'audizione dell’assessore ha avuto luogo ieri mattina in Seconda Commissione. Tra gli altri punti centrali emersi nel corso della riunione, il sì al ritorno di una Trentino Marketing indipendente da Trentino Sviluppo; la ridefinizione degli ambiti, facendoli coincidere con quelli delle comunità di valle, e dei ruoli delle Apt di ambito in modo da evitare sovrapposizioni e mancanze di coordinamento nella promozione; il rafforzamento del ruolo delle pro loco.

Punto di partenza della riflessione il problema dei finanziamenti, a causa di un bilancio provinciale in calo. Perciò si deve progettare, ha ricordato Dallapiccola, un contributo da parte degli operatori per la promozione. E su questo l'assessore ha espresso la sua preferenza sulla tassa di soggiorno rispetto alla tassa di scopo. Anche perché, ha ricordato, «sembrerebbe quantomeno ameno da un lato ridurre l'Irap e dall'altro istituire un'altra gabella». Una contraddizione da evitare. «Però - ha continuato - non possiamo dire agli operatori turistici: compratevi un blocchetto e distribuite fatture da un euro a testa e mandateci i soldi». Insomma, non si possono appesantire gli imprenditori turistici di gravami burocratici. Secondo Dallapiccola, quindi, la scelta deve cadere sulla Carta dei turisti, una card in formato elettronico, che consenta un’esperienza completa, dalla fruizione dei trasporti e dei musei all’acquisto di specialità del territorio.

Secondo l'assessore Dallapiccola uno dei punti deboli del turismo trentino sta nel fatto che gli operatori cercano di essere competitivi operando prevalentemente sul prezzo. Ma il fatto che si cerchi di giocare al ribasso per attrarre turisti stranieri sta mostrando tutti i suoi limiti. Altro aspetto, emerso con grande evidenza, è lo scarso coordinamento delle iniziative di promozione, con un raddoppiarsi di iniziative che portano a scarsi risultati. Ma il problema centrale è quello di Trentino Marketing. La richiesta degli operatori, ha ricordato Dallapiccola, è emersa chiarissima: c'è la necessità di tornare ad un soggetto autonomo. «La fusione - ha affermato l'assessore - che era stata voluta per motivi di risparmio, perché dal punto di vista fiscale avrebbe dovuto dare dei ritorni interessanti, non ha mostrato i risultati che ci si attendevano». Sì, quindi, al ritorno a una divisione turismo che possa operare indipendentemente da Ts, dando anche nuova energia e entusiasmo al settore. Novità in vista anche per le 14 Apt di ambito e per le 150 pro loco. Soprattutto per le prime, secondo l'assessore, va avviata una fase di riordino organizzativo e geografico.

La Commissione, presieduta da Luca Giuliani (Patt), ha ascoltato l'assessore anche sull'agricoltura (il settore contribuisce al Pil per 2 miliardi e rappresenta il 30% delle esportazioni trentine). Dallapiccola ha affermato che le trattative dell'Unione Europea, per il Piano di sviluppo rurale, per il settennato 2014 - 2021, sono andate bene: dalla Ue arriveranno 301 milioni di euro, più altri 15 - 20 per l'allevamento. Altro settore da sviluppare quello del biogas: in Sudtirolo ci sono 36 impianti contro i due in funzione in Trentino.













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