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Val Genova, presentato il nuovo rifugio Mandron

I lavori, da 1,27 milioni di euro, hanno riguardato l’impianto antincendio, l’ampliamento della sala da pranzo e l’efficientamento energetico


Claudio Libera


TRENTO. Il rifugio alpino Mandron si prepara a riaprire con una nuova veste: si sono infatti conclusi i lavori di ammodernamento che hanno riguardato l’ampliamento della struttura, la messa in sicurezza e l’efficienza energetica.

«Nuovo rifugio Mandron – Città di Trento» è il nome scelto dalla  Sat per la nuova struttura, nella cerimonia di presentazione che si è svolta ieri, 10 settembre, alla presenza dei vertici della Società Alpinisti Tridentini, delle autorità locali, delle maestranze dei lavori e del gestore Davide Gallazzini e famiglia.

I dettagli dei lavori. Il progetto ha interessato l’adeguamento della struttura alla norma antincendio, anche con il ricavo di nuove uscite di evacuazione; è stata aumentata la capacità della sala da pranzo, ampliandola verso ovest e adeguandola al numero dei posti letto, 90 in totale; è stata migliorata la fruibilità del rifugio attraverso la realizzazione nel piano sottotetto di piccole stanze al posto della grande camerata; sono stati ricavati nuovi servizi igienici e in generale è stato effettuato un efficientamento generale dell’involucro attraverso la coibentazione delle pareti verticali, della copertura e sostituzione dei serramenti. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 1.270.000 euro, di cui l’80% sostenuto dalla Provincia. I lavori, appaltati alla ditta Dallapè, sono iniziati il 5 luglio del 2021 e sono stati ultimati lo scorso 29 luglio.

La storia del rifugio. Il rifugio Mandron è stato inaugurato dalla Sat nel 1959 in sostituzione del vecchio rifugio Lepzigerhuette realizzato nel 1878 dagli alpinisti della Sektion Leipzig del DuOeAV. La sala principale del rifugio fu intitolata a Giovanni Spagnolli, Senatore e Presidente del Cai. Nel corso della cosiddetta Guerra bianca la zona del Mandron fu teatro di scontri bellici.

Rifugio Mandron, ecco la nuova struttura

Tra i principali ammodernamenti l'adeguamento della struttura alla norma antincendio, l'ampliamento della sala da pranzo, la realizzazione nel piano sottotetto di piccole stanze al posto della grande camerata, l'installazione di nuovi servizi igienici e la copertura con la sostituzione dei serramenti per l'efficientamento energetico.

I dintorni del rifugio sono ancora ricchi di testimonianze della Grande Guerra: camminamenti, posti di vedetta, trincee ed il piccolo cimitero militare con una chiesetta. Il rifugio sorge nella parte alta della Val Genova, nel Parco Naturale Adamello-Brenta. Dalla sua posizione è visibile il fiume Sarca, immissario del Lago di Garda. Sopra i ghiacci emergono i tre allineamenti tettonici del lago Mingo - Lares - Care' Alto, delle Lobbie - Dosson - Monte Fumo e dell'Adamello - Lagoscuro. Quest'ultimo è anche il nome di un lago di origine glaciale che si trova a monte del rifugio.

La posizione del Mandron è strategica per le escursioni sui ghiacciai. Il rifugio è spesso aperto anche nel periodo primaverile per lo scialpinismo.













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