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Tamara Lunger, la scalata al Kilimanjaro per dire "no" all’infibulazione

L'alpinista altoatesina si è resa testimonial dell'associazione di cooperazione Circle di Merano, con cui ha visitato alcuni villaggi Masaai. In produzione anche un documentario



KILIMANJARO. L'alpinista altoatesina Tamara Lunger si è resa protagonista di un programma di sensibilizzazione contro la mutilazione genitale femminile delle donne Masaai dell'associazione di volontariato Circle di Merano.

Ad inizio agosto, Tamara Lunger ha infatti accompagnato una delegazione dell'associazione in Tanzania, nell’Africa orientale, per visitare alcuni villaggi Masaai situati nell'area sotto il Kilimanjaro.

Un’iniziativa che ha ottenuto anche il supporto economico della provincia di Bolzano.

«Grazie al sostegno di Tamara Lunger - spiega una nota dell'associazione meranese - Circle si unisce ai movimenti internazionali che lottano per l'abolizione dell’infibulazione, una pratica disumana che colpisce purtroppo non solo le popolazioni Masaai, ma diverse parti del mondo. A dare ancora più forza e valore all'azione, una delegazione di 16 soci di Circle è salita assieme a Tamara Lunger sulla montagna più alta dell’Africa: il Kilimanjaro (5.895m)».

Da Merano alla Tanzania, ecco le spettacolari foto della scalata al Kilimanjaro

Una salita sulla cima del Kilimanjaro, a 5.895 metri: è l'impresa compiuta dall'alpinista altoatesina Tamara Lunger assieme a una delegazione di 16 soci di Circle, nell'ambito di una campagna di sensibilizzazione contro le mutilazioni genitali femminili che ancora segnano la vita di milioni di giovani donne nel mondo. (foto: Georg Penn)

Nel corso del viaggio è stato girato un documentario sul tema della mutilazione genitale femminile che verrà trasmesso su Rai Südtirol nel 2023.

















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