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Siccità, la “desmalgada” anticipata non farà perdere il premio pascolo agli allevatori

Riconosciuto inoltre il periodo di alpeggio anticipato a partire dal 1 giugno anziché dal 15 giugno



TRENTO. Caldo e siccità. Due fattori per cui gli allevatori iniziano e terminano la stagione di pascolatura sempre prima. Quest’anno, le risorse sono poche e in rapido esaurimento. Su proposta dell'assessore provinciale all'agricoltura Giulia Zanotelli, la giunta provinciale ha dunque stabilito l'introduzione di una deroga ai vincoli per accedere ai premi comunitari per l'alpeggio previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr).

L'iniziativa, dettata dall'emergenza siccità, che ha determinato un rapido consumo della poca erba presente sui pascoli, è limitata al 2022. Pur prevedendo - informa la Provincia - un periodo minimo di pascolamento di 70 giorni su ogni singola malga, è stato deciso di consentire il rientro anticipato degli animali a valle (la cosiddetta, "desmalgada"), a fronte di una piccola riduzione dei premi previsti.

Un contenimento degli obblighi era stato introdotto, a partire dal 2019, anche in caso di una discesa anticipata dalle malghe in presenza di un attacco certificato da parte di grandi carnivori.

Alla luce dell'eccezionale situazione climatica, alcune aziende zootecniche hanno anticipato l'inizio del periodo di alpeggio. Ecco dunque che un'altra deroga introdotta dall'esecutivo riguarda la revisione del periodo di pascolamento, con il conteggio dell'arco temporale minimo di 70 giorni di alpeggio a partire dall’1 giugno, anziché dal 15 giugno.

In molti pascoli si riscontra una limitata produzione di foraggio e carenza di acqua. La situazione relativa al foraggio è stata dunque analizzata dalla Fondazione Edmund Mach, che ha certificato come, in risposta alle condizioni climatiche, si sia registrato in quota «uno sviluppo vegetazionale modesto o nullo».

Per consentire ai beneficiari degli aiuti di avvalersi delle deroghe previste dal provvedimento della Giunta, le singole situazioni saranno verificate dalle strutture deputate ai controlli. I funzionari accerteranno dunque che l'anticipata «desmalgada» sia effettivamente riconducibile alla scarsità di foraggio e alla carenza idrica in alpeggio.













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