Montagna maestra di vita: i percorsi interiori di Compagnoni e Rébuffat
Due grandi personaggi, Deborah Compagnoni e Gaston Rébuffat, raccontano la montagna come luogo di formazione, sfida e riflessione. La prima attraverso i ricordi dell’infanzia e la carriera di campionessa, il secondo lungo le pareti delle Alpi e nei pensieri di un’esistenza in cordata. Due visioni diverse e complementari di una montagna che forgia, educa e accompagna per tutta la vita
TRENTO. Diverse visioni della montagna attraverso le esperienze di vita di due autori: Deborah Compagnoni e Gaston Rébuffat, che hanno mosso i primi passi in territori montani diversi, ma che hanno segnato positivamente la loro vita.
La Compagnoni, in Una ragazza di montagna edito da Rizzoli, racconta la sua infanzia a Santa Caterina Valfurva con una ventina di racconti. Un territorio che l’ha messa a dura prova e che le ha forgiato il carattere per delle qualità che le sono state fondamentali nella sua carriera sportiva: la sciatrice italiana più vincente in assoluto e l’unica ad aver vinto tre medaglie d’oro in altrettante Olimpiadi. Alla fine, a fermarla saranno solo gli infortuni. Una vita di successo e notorietà, ma: “Il mio cuore resta tra quelle montagne che hanno plasmato non solo la mia infanzia, ma anche la persona che sono diventata”.
Gaston Rébuffat, invece, racconta la sua vita d’alpinista in La montagna è il mio mondo, edito da Hoepli per CAI, nella collana delle Stelle Alpine. Il suo rapporto con la montagna è caratterizzato dal ritmo che può avere una scalata, dalle riflessioni che si possono fare passaggio dopo passaggio. Nato nel 1921 a Marsiglia, si era poi trasferito a Chamonix, dove tutta la sua vita diventerà una relazione col Monte Bianco: guida alpina, istruttore, maestro di alpinismo e scalatore di tutte le pareti delle Alpi, dall’Eiger fino all'Annapurna; ma anche scrittore, regista e divulgatore.
La sua autobiografia racconta quella scuola di vita che è la montagna, fatta di dolore e di gioie, del rapporto speciale che si crea con i compagni di cordata e di quella costante sfida con se stessi per trovare l’appiglio più sicuro al quale affidare la propria vita. La montagna è il mio mondo è una raccolta di scritti di Rébuffat curata dalla moglie dopo la sua morte, avvenuta nel 1985.