«Era difficile prevedere la valanga che ha causato cinque vittime»
L'esperto alpinista tirolese Lukas Wörle analizza la tragedia, sulle pagine del quotidiano Der Standard: «Quella è una via oggettivamente sicura ma da sotto non è visibile la parte superiore, la valutazione delle condizioni è molto complessa». Nel frattempo, sulla Cima Vertana proseguono gli accertamenti della Gdf con un sopralluogo
ORTLES Valanga con 5 vittime: la ricostruzione della tragedia
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Proseguono gli accertamenti della guardia di finanza, su incarico della Procura di Bolzano, dopo la valanga che ha causato cinque morti lo scorso fine settimana sull'Ortles. Le vittime sono due padri, con i rispettivi figlia e figlio e la fidanzata di quest'ultimo, tutti turisti tedeschi provenienti dalla Baviera.
È in programma oggi un sopraluogo in elicottero per effettuare ulteriori rilievi fotografici della slavina e della parete. Nel frattempo l'alpinista austriaco Lukas Wörle, sulle pagine del quotidiano viennese Der Standard, analizza la tragedia.
«Per gli alpinisti coinvolti la situazione in parete è stata assai difficile da valutare», commenta il tirolese che conosce bene la via. «Si tratta di un itinerario che richiede molta esperienza».
Secondo Wörle, «la cosa migliore sarebbe esplorare nei giorni precedenti la situazione in quota sulle montagne della zona, per capire quali siano le condizioni e riuscire a valutare correttamente i pericoli. Il problema è che, se da lì scende una valanga, spazza via l'intera parete».
Valanghe come questa «si innescano sempre a causa di strati deboli nel manto nevoso. È possibile che tu affondi un piede nella neve e faccia partire una valanga 200 metri sopra di te».
Per quanto riguarda la parete nord di Cima Vertana l'alpinista afferma sul giornale: «È una vera e propria scalata su ghiaccio ripido, una bellissima via su un ghiacciaio pensile. Si procede costantemente su ghiaccio compatto, fino a raggiungere in alto la parte più pianeggiante, dove normalmente c'è sempre uno strato di neve. L'autunno è la stagione ideale per affrontare questa salita».
Wörle la definisce «una via oggettivamente sicura», ma aggiunge: «Poiché da sotto non è visibile la parte superiore, la valutazione delle condizioni è molto complessa». In autunno può capitare «che in basso non ci sia neve e in alto 80 centimetri di neve ventata».
[nella foto in alto, l'area della tragedia e, nel riquadro, Lukas Wörle nell'immagine del profilo Instagram]