Dolomiti bellunesi: in estate 625 persone soccorse, 25 gli incidenti mortali
La delegazione locale del Cnsas, che conta 18 stazioni, ha diffuso i dati di una stagione segnata da un forte aumento delle presenze di turisti dall'estero e quindi da una impennata di quelle coinvolte in richieste di intervento: quasi la metà erano straniere. Una tendenza che richiede nuove strategie sul fronte dell'informazione
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Molti interventi di soccorso, in parecchi casi per portare in salvo escursionisti o alpinisti sfiniti non più in grado di proseguire autonomamente: il bilancio dell'estate sulle montagne bellunesi è pesante, grande il lavoro per la delegazione Dolomiti Bellunesi del Cnsas, che conta 18 stazioni sul territorio.
I dati sono stati presentati ieri a Belluno dal delegato Michele Titton e dai vice Dimitri De Gol e Giorgio Farenzena: 25, purtroppo, gli incidenti mortali, le persone soccorse in totale sono state 625. Il dieci per cento di queste ultime era illeso e dunque non necessitava di cure. Il dato è più o meno in linea rispetto agli ultimi due anni, malgrado l'estate 2025 abbia registrato un aumento della frequentazione turistica in montagna: -7% di persone coinvolte rispetto al 2024 e +55 sul 2023.
In generale aumentano in percentuale i turisti stranieri: hanno rappresentato circa la metà dei soccorsi (erano il 30% nel 2024).
Per quanto riguarda le cause degli infortuni: un quarto è riconducibile a deficit nella condizione psico-fisica, il 23% a cadute e il 15,5% alla perdita di orientamento.
L'escursionismo è come prevedibile l'attività preminente e rappresenta il 51,5% delle chiamate di soccorso (che in provincia si fanno al 118 per arrivare direttamente alla centrale, mentre al 112 rispondono i carabinieri), poi l'alpinismo con il 10,5%, distanziati la bicicletta con il 3,5% e il parapendio al 2,2%.
Sono stati 25 gli eventi di ricerca (34 persone soccorse)
Se nel 54 % degli interventi complessivi le persone coinvolte erano italienae, il rimanente 46% riguarda cittadini di 41 Paesi diversi: in primo luogo la Germania, poi Gran Bretagna, Usa, Repubblica Ceca, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Spagna, Svizzera, Messico, Cina , Croazia, Moldavia, Corea del Sud , Romania, Singapore e altri.
La notevole crescita delle presenze di stranieri, spiega il Soccorso alpino bellunese, implica l'elaborazione di nuove strategie di prevenzione sul fronte della informazione (anche nei campeggi, hotel, B&B eccetera dove soggiornano), in particolare in casi di emergenza che si presentano ormai ogni stagione, specialmente i crolli come quello della cima Marcora a San Vito di Cadore, questa estate, con la conseguente chiusura per sicurezza della ferrata Berti che però ha visto diversi escursionisti stranieri avventurarsi lo stesso sul percorso.
In un caso si ricorderà che l'escursionista, un britannico, è rimasto bloccato perché cadevano sassi e è stato necessario far intervenire il Soccorso alpino.
Cala la fascia di età delle persone soccorse: i giovani segnano un +4,82% rispetto al 2024, diminuiscono gli interventi per escursionisti oltre i quarant'anni.
[foto credits: Fb delegazione Dolomiti Bellunesi del Cnsas]