l’invenzione

Dall'Alto Adige un’«arma» biologica contro il bostrico

La proposta dell’ingegner Albert Volcan: l’inventore della «carta-mela» ha presentato un prodotto che contrasta l’azione dell’insetto sugli alberi



BOLZANO. Il bostrico, piccolo insetto dell’ordine dei coleotteri, è un autentico flagello che sta distruggendo migliaia di ettari di bosco in tutto il nord Italia e ha colpito 5300 ettari in Trentino. Però potrebbe avere i giorni contati grazie a una nuova invenzione che arriva dall'Alto Adige, dall’ingegner Albert Volcan, notissimo per avere escogitato anche la carta-mela e il cuoio fatto con gli scarti delle mele.

L’ingegner Volcan era stato fra gli ospiti dei “Green Days” che si sono svolti in settembre a Laives a cura dell’assessorato all’ambiente ed era stato lì che aveva incontrato l’assessore comunale di Laives Bruno Borin, al quale aveva illustrato la sua nuova invenzione, che potrebbe contrastare il bostrico, il parassita che sta cambiando il panorama alpino, già danneggiato dall’uragano “Vaia”.

“L’idea dell’ingegner Volcan mi è sembrata interessante – dice l’assessore Borin – e così mi sono messo in contatto con Giuliano Vettorato, vice presidente e assessore provinciale all’ambiente, il quale ci ha fissato un incontro per approfondire tutta la questione”.

“Vettorato ha compreso immediatamente che potevamo trovarci di fronte ad una svolta in questa difficile battaglia - commenta l’assessore Bruno Borin - e, dopo avere esaminato il responso delle analisi svolte sul prodotto messo a punto dall’ingegner Volcan (prodotto che è interamente biologico), ha deciso di darne informazione ai responsabili politici di tutte le regioni che sono alle prese con il grave problema della deforestazione causata dal bostrico. Le analisi di cui sopra sono state svolte da un rinomato laboratorio e hanno ottenuto l’esito sperato. È stato anche fissato già un incontro con Arnold Schuler, assessore all’agricoltura e foreste della Provincia Autonoma di Bolzano, incontro - precisa Borin - che dovrebbe avere luogo il prossimo 20 dicembre. Se le prove sul campo confermeranno i risultati ottenuti in laboratorio – conclude l’assessore di Laives - entro la prossima primavera, i mesi durante i quali il bostrico si rimette in moto con la distruzione sistematica delle aghifoglie, potremo finalmente guardare con rinnovata fiducia ad una prospettiva di conservazione dell’ambiente lungo tutto l’arco alpino”.













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