dolomiti

Altro caso di sprovveduti in quota: in cinque con scarpette sul pendio ghiacciato

Si tratta di turisti stranieri che sono stati portati in salvo dal Soccorso alpino sul Sass Rigais, gruppo delle Odle, in Alto Adige: si trovavano in un tratto estremamente insidioso, roccia esposta e potenziale pericolo di valanghe. Gli esperti rinnovano l'invito alla massima attenzione sia nella valutazione degli itinerari sia nell'adozione di attrezzatura adeguata all'alta montagna

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BOLZANO. Ancora un episodio in cui escursionisti impreparati si avventurano in alta montagna senza abbigliamento né attrezzatura adeguata, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei soccorritori chiamati a intervenire.

I cinque giovani adulti di origine straniera sono rimasti bloccati ai piedi della parete nord del Sass Rigais, gruppo delle Odle, in Alto Adige (nella foto del Soccorso alpino, il punto rosso indica dove si trovavano i giovani), raggiunta con scarpe basse e senza dotazioni di sicurezza, in una zona ripida, ghiacciata e soggetta a pericolo valanghe.

Secondo quanto riferito dai soccorritori, i giovani si trovavano in un tratto estremamente insidioso, caratterizzato da roccia esposta e potenziale pericolo di valanghe.

Le condizioni del terreno, unite alla scelta di affrontare il percorso con calzature non idonee, hanno aumentato sensibilmente il rischio di scivolamenti e cadute. L’esito positivo dell’intervento, avvenuto due giorni fa, è stato definito una vera fortuna dagli operatori, considerando il contesto in cui il gruppo è rimasto bloccato.

Sul posto sono intervenuti gli specialisti della stazione di Funes del Soccorso alpino, supportati dall’elicottero Pelikan 1 e dal soccorso alpino della Guardia di Finanza. La squadra ha raggiunto i giovani, li ha messi in sicurezza e li ha accompagnati lungo un tratto protetto fino alla zona in cui l’elicottero ha potuto effettuare le operazioni di trasporto verso valle. L’intervento è stato rapido, grazie alle buone condizioni meteo e alla prontezza delle squadre impegnate.

Gli operatori ribadiscono l’importanza di adottare massima prudenza in alta montagna, soprattutto in questo periodo caratterizzato da ghiaccio, neve instabile e temperature rigide. Escursioni in aree esposte richiedono esperienza, valutazione attenta del percorso e attrezzatura adeguata, compresi Arva, pala e sonda.

Il richiamo è rivolto in particolare a chi affronta itinerari impegnativi senza conoscere il territorio, con il rischio di mettere in pericolo sé stesso e i soccorritori.













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