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Al Festival di Sagron Mis la montagna che resiste e si rinnova

Il 19 e 20 settembre nel pittoresco paesino del Primiero la quarta edizione avrà come filo conduttore la sfida allo spopolamento. Interverrà anche Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana (Cuneo), comune simbolo della possibilità di rilancio sociale ed economico dopo decenni di abbandono, fino al minimo storico di 5 abitanti negli anni '80

LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti



Arriva la quarta edizione del Festival di Sagron Mis, tema e filo conduttore di questa quarta edizione, in programma il 19 e 20 settembre, è la sfida allo spopolamento montano, affrontata attraverso le visioni concrete di chi vive la comunità e le testimonianze di Giacomo Lombardo e Silvia Rovere (sindaco ed ex sindaco di Ostana, Cuneo), paese divenuto esempio nazionale di rilancio economico e sociale dopo decenni di abbandono.

Il festival prenderà il via venerdì 19 settembre con l’escursione guidata di Alessandro Gogna nelle Dolomiti Bellunesi e si arricchirà nel pomeriggio con l’omaggio alla tradizione artigiana locale dei “caraghete”, interpretata dalla conoscenza esperta dell’antropologo Angelo Longo.

Sabato 20 settembre, la piazza del municipio ospiterà per tutta la giornata la mostra-laboratorio dei seggiolai, e un pranzo campestre organizzato dalla Proloco, prima del dibattito con Giacomo Lombardo, uno dei principali attori protagonisti del percorso di rinascita della comunità di Ostana che, dopo aver toccato il minimo storico di 5 abitanti negli anni ’80, oggi è tornata a crescere grazie a politiche di rigenerazione sociale e culturale, che ne hanno fatto un modello nazionale di rinascita alpina nazionale.

Spazio anche per Gloria Salvadori, apicoltrice residente a Sagron, che ha scelto di investire nel proprio territorio con una iniziativa imprenditoriale sostenibile, riconosciuta per il miele con il premio Prodotto eccellenza dell’anno 2025.

Altri momenti saranno dedicati a Enrico Stalliviere, erede della storica tradizione dei seggiolai (careghete), e a Dario Salvadori, ex guardia forestale figura di riferimento sempre presente nella cura e salvaguardia del territorio di Sagron Mis e delle sue iniziative – come la volontà di restare per valorizzare natura e tradizione sia attualmente forte e generi valore a Sagron Mis.

La due giorni si concluderà con la premiazione del personaggio dell’anno 2025, riconoscendo il titolo a chi si impegna e lavora per dare vita e futuro alle terre alte. Premiati in passato l’alpinista Manolo, il violinista Glauco Bertagnin e lo scrittore Mauro Corona, quest’anno il riconoscimento non andrà al valore della popolarità, ma alla resilienza in montagna.

Sagron Mis è il comune più orientale del Trentino, 175 abitanti, incastonato fra le Pale di San Martino, le Vette Feltrine e le Dolomiti Agordine, a un passo dal confine con la provincia di Belluno.

Il Festival voluto e gestito interamente da attori locali e dal Comune, in collaborazione con l’Apt di San Martino di Castrozza, rappresenta per la comunità, si legge in una nota per i media,«un’azione concreta e positiva in risposta alla sfida dello spopolamento, condizione che affligge oggi molte aree alpine e che ha visto recentemente Sagron Mis protagonista delle cronache per il temporaneo e mancato utilizzo di fondi regionali destinati a ripopolare il territorio».

A questo scenario il festival risponde con un messaggio opposto:

«Vogliamo raccontare un’altra narrazione della montagna: non solo luoghi che si svuotano, ma comunità che resistono e innovano, dove si lavora per animare la comunità, valorizzare il patrimonio culturale e trovare nuove strade di sviluppo sostenibile», sottolineano gli organizzatori.

Il Festival è una manifestazione che intende dare voce a chi resta e investe nella montagna autentica e sostenibile, valorizzando esperienze virtuose, come quella di Ostana, una comunità piemontese divenuta esempio nazionale per la capacità di reinventarsi e tornare a crescere dopo anni di abbandono. 

Giacomo Lombardo è diventato un simbolo nazionale della rinascita alpina e la sua esperienza verrà messa al centro del dibattito “Abitare la montagna in armonia con l'ambiente e le necessità economiche (turismo, produzione, consumi)”: occasione per riflettere su strategie di sviluppo locale contro lo spopolamento montano, che siano rispettose dell’ambiente e della cultura dei territori.

«La montagna - prosegue il comunicato - non è solo paesaggio o la cornice ideale per un selfie (come si è sentito ripetere in questa estate affollata di turisti): è soprattutto luogo di innovazione, cultura, solidarietà condivisa, piccola impresa. A Sagron Mis il festival diventa occasione per riaccendere l’interesse dei media e dell’opinione pubblica sui temi dello sviluppo locale, della sostenibilità ambientale, del rilancio sociale ed economico delle terre alte».

IL PROGRAMMA IN BREVE

Venerdì 19 settembre 2025

Mattina (08:30-12:00): escursione guidata da Alessandro Gogna, con racconti storici e letture d’autore sulle Dolomiti Bellunesi.

Pomeriggio (17:30-18:30, Sala VVF Mis): omaggio alla tradizione artigiana dei “careghete”, i celebri seggiolai di Sagron Mis, narrati dal seggiolaio ed autore Enrico Stalliviere con immagini e linguaggi d’epoca (“Scabelament dei conza”). A seguire buffet gratuito a cura della Pro Loco.

Sabato 20 settembre 2025

Tutto il giorno fino alle 19, Piazza Municipio: laboratorio e mostra “Orgoglio, abilità e fantasia dei seggiolai”. Pranzo campestre aperto a tutti (12:00-14:00) a cura della Pro Loco.

Pomeriggio (16:00-17:30, Sala VVF Mis): dibattito “Permanenza umana sulle terre alte” in particolare di media montagna, in armonia con l’ambiente e le istanze economiche (turismo, produzione, consumi), con Alessandro Gogna, Giacomo Lombardo e Silvia Rovere.

Chiusura (18:00-19:00, chiesa parrocchiale): concerto del duo d’archi Miriam Daldon e Glauco Bertagnin, seguito dalla premiazione del Personaggio dell’Anno 2025.

La partecipazione a tutte le iniziative del Festival è gratuita.

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