Federico Fiamozzi, l'azienda di carni di qualità e il sogno di un agriturismo
A 30 anni gestisce con la famiglia la storica azienda agricola Aneghe Taneghe a San Michele all’Adige, che si occupa principalmente di allevamento di bovini e suini per la produzione di carne fresca e salumi con vendita diretta. «La filosofia aziendale si basa sul rispetto dei tempi di accrescimento naturali dei nostri animali e sulla qualità delle materie prime»
Federico Fiamozzi è un giovane di 30 anni che insieme alla famiglia gestisce l’azienda agricola Aneghe Taneghe società semplice agricola, carni dì qualità a San Michele all’Adige.
Dopo essersi diplomato all’istituto agrario di San Michele all’Adige come tecnico imprenditore agricolo e successivamente ho conseguito un corso di un anno di alta formazione in macelleria presso Agenform, consorzio ed agenzia dei servizi formativi della prov. di Cuneo.
Nel 2017 Federico si è insediato nell’azienda di famiglia con il fratello Riccardo ed hanno affiancato i genitori Franco e Nadia, che sono i fondatori dell’azienda. Nadia, è da sempre una delle leader di Donne in campo, il movimento delle donne della CIA.
È entrato così in modo ufficiale a far parte di Aneghe Taneghe, un’azienda multifunzionale situata nel cuore della piana Rotaliana.
L’azienda si occupa principalmente di allevamento di bovini e suini per la produzione di carne fresca e lavorata in salumi, vendute in filiera corta sia in azienda che al mercato contadino al coperto di Trento di Coldiretti, in piazza Silvio Pellico.
La multifunzionalità si sviluppa per quanto riguarda la viticoltura con la consegna della produzione di Pinot Grigio e Chardonnay che viene conferito alla cantina Rotaliana di Mezzolombardo, e la fattoria didattica che si sviluppa su visite in azienda da parte di gruppi, scolaresche e gruppi di ragazzi in estate per le settimane in fattoria. Abbiamo anche molte visite di anziani e disabili che nella fattoria riescono a trascorrere qualche momento diverso dalla loro solita routine e che ci arricchiscono dal punto di vista personale ed umano.
«L’allevamento e la vendita è il core business della nostra azienda, precisa Federico. Le razza che vorremmo arrivare a breve ad allevare in esclusiva con la filiera “vacca-vitello” è la piemontese innanzitutto, perché è una razza italiana, in secondo luogo per le spiccate qualità della carne che si esaltano in fibra fine e gusto in risalto specialmente nelle preparazioni crude come la tartara, rigorosamente battuta a coltello.
La carne di suino viene interamente trasformata in salumi con la peculiarità di esaltare il gusto speciale della nostra carne con ricette che, per lo più, non vedono l’impiego di chimica per la conservazione ma del fumo caldo del camino e del sale, come ci hanno insegnato il nonno ed il bisnonno paterno, le prime due generazioni di quattro che portano avanti le tradizioni di una volta nella nostra azienda.
La filosofia aziendale si basa sul rispetto dei tempi di accrescimento dei nostri animali, seguiamo i tempi della natura, e su una indiscussa qualità delle materie prime con cui vengono nutriti i maiali.
Il nostro obiettivo è, e rimarrà sempre, la tracciabilità di gran parte delle componenti del cibo con cui vengono alimentati i nostri animali per poi garantire al cliente l’ottima qualità dei nostri prodotti, anche se in Trentino, visto la scarsità di territorio che si dedica alla coltura di cereali e fieno i costi di produzione degli stessi sono molto più elevati che altrove.
Il fieno viene falciato sulle golene dell’Adige e su circa 30 ettari nelle praterie di Andalo mentre in valle abbiamo il mais da foraggio e da polenta che è circa il 60% della razione, che si estendono su una superficie di circa 6 ettari a contrastare la monocoltura di uva e mele della piana Rotaliana.
Per quello che ci manca ci rivolgiamo a produttori del Veneto che ci certificano l’assenza di ogm e l’assenza di residui di pesticidi negli stessi cereali.
La scelta di continuare con il lavoro di famiglia è stata abbastanza ovvia, visto che fin da piccolo sono cresciuto a pane ed allevamento, essendo sempre stato a contatto con gli animali ed essendo una buona forchetta mi sono appassionato sempre di più alla parte terminale dell’allevamento cioè alla preparazione della carne per la vendita.
Mio papà mi ha insegnato i primi metodi di sezionamento e poi dalla pratica sono passato alla grammatica cioè ho affinato le tecniche andando a scuola ed impiegando un anno intero ad imparare come e cosa fare per approcciarmi con il cliente che viene al banco della macelleria.
Il mio ruolo in azienda è preparare le carni e i salumi. Purtroppo la conoscenza del mondo della carne è sempre più difficile e rara da parte dei “mangiatori” (così mi piace chiamarli) che hanno sempre meno tempo da dedicare alla cottura e la trasformazione della carne fresca.
Qui entra in campo la mia conoscenza di ricette e metodi di cottura che cerco di trasferire a tutte quelle persone che vogliono addentrarsi in questo mondo bellissimo.
Posso esprimere le mie conoscenze perché la nostra produzione è venduta tutta al consumatore finale senza la presenza di intermediari. Questo ci dà molta soddisfazione e ci incita a proseguire il lavoro dei nostri avi anche se il livello di burocrazia e di imposizioni da parte dei regolamenti della comunità europea è sempre più alto.
Il mio sogno è di aprire un piccolo agriturismo insieme alla mia compagna ed i miei famigliari. Lì potrei cucinare la nostra carne per gli ospiti e magari realizzare un laboratorio didattico dove poter insegnare l’arte della macelleria visto che purtroppo è un lavoro che sta scomparendo. Se poi riuscissi a fare buon cibo e mescere ottimo vino avrei la combinazione giusta della mia vita agreste», conclude Fiamozzi.