Sul lago di Garda non si balla più: protesta il mondo del turismo
Fa discutere la restrizione imposta alla discoteca di Bardolino “Shibuia”, ex Hollywood, costretta a spegnere la musica a mezzanotte. Confesercenti: «Può diminuire l’attrattiva della zona»
LAGO DI GARDA. Il rischio che si corre sulle rive del lago di Garda è
quello di perdere la movida. Ovvero il divertimento serale e notturno
che alla lunga potrebbe influenzare negativamente la scelta dei
turisti. Rispetto a qualche anno fa molte discoteche hanno chiuso e la
restrizione imposta alla discoteca di Bardolino “Shibuia”, ex
Hollywood, di spegnere la musica a mezzanotte, fa discutere. Il
provvedimento, disposto dall’Autorità Giudiziaria e di Pubblica
Sicurezza, ha fatto cessare l’attività definitivamente a luglio.
Fare chiudere a mezzanotte una discoteca, vuol dire non permetterle più di lavorare. Se consideriamo che tra Lonato e Desenzano sono stati chiusi
temporaneamente due locali a questo punto si può dire che sul Garda
non si balla praticamente più. Valida l’obiezione di chi dirà che
quella della discoteca non è l’unica forma di divertimento e che ci
sono delle valide alternative. Però se si vuole garantire il ricambio
generazionale dei turisti, l’opportunità della discoteca non può
mancare. Sulla questione è intervenuta anche Barbara Quaresmini,
presidente della Confesercenti Lombardia Orientale, che ha dichiarato:
“Una vivace vita notturna rappresenta un autentico asset economico e
culturale del territorio: club, beach bar, cocktail lounge,
discoteche e locali con musica dal vivo, generano un indotto
significativo e completano l’offerta turistica con esperienze di
intrattenimento di alta qualità. Se da una parte il rispetto delle
regole e i controlli sono necessari, dall’altro non possiamo
demonizzare un’intera categoria. Il risultato potrebbe essere una
diminuzione dell’attrattività del lago di Garda, soprattutto nei
confronti di una fascia più giovane.”
Sulla stessa linea anche Andrea Maggioni, vice presidente di “Visit Brescia”, delegato di presidenza della Comunità del Garda e Coordinatore per il lago di Garda di Confesercenti della Lombardia Orientale: “Serve superare la logica del divieto per adottare una regolamentazione flessibile, nel rispetto
dei residenti. Occorre una narrazione diversa: moderna, professionale
e sostenibile. I locali che lavorano di notte sono uno dei pilastri
dell’accoglienza turistica del Garda. Non dobbiamo dimenticare che i
giovani fruitori dei locali notturni di oggi, saranno i nostri clienti
diurni di domani. Non possiamo pensare a una meta per un solo target
anagrafico medio alto o la destinazione Garda avrà dei problemi”.
(foto d’archivio Ansa Epa)