IL TEMA

Olimpiadi estive sul Garda? De Beni (Federalberghi): prima vanno risolte alcune criticità

Il presidente dell'organizzazione di categoria veneta commenta l’idea dell'ex governatore Luca Zaia di candidare Venezia e il territorio vicino per l'edizione dei Giochi 2026. Fra i nodi da affrontare  il completamento del collettore, la mobilità, la gestione dei flussi turistici, la salvaguardia del paesaggio e dell’entroterra


DANIELE PERETTI


Il lago di Garda insieme a Venezia, come sede delle Olimpiadi estive del 2036? Se ne comincia a parlare. L’idea è di Luca Zaia che dopo essere stato uno degli artefici delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina, propone un bis.

Un lancio sul quale Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto offre un’attenta valutazione: «In queste ore si parla con grande entusiasmo della possibilità di candidare il lago di Garda per le Olimpiadi estive del 2036.

È un’idea che testimonia quanto il nostro territorio sia attrattivo e riconosciuto a livello internazionale, e come Federalberghi Garda Veneto, non possiamo che guardare con interesse a ogni opportunità di valorizzazione del lago.

Allo stesso tempo, però, riteniamo doveroso richiamare un principio di responsabilità. Negli ultimi anni il confronto pubblico si è concentrato su qualità dell’offerta, sostenibilità e tutela della destinazione, anche alla luce delle criticità legate ai flussi turistici e alla mobilità».

Per De Beni, prima di arrivare ad un progetto vero e proprio, si dovrebbero affrontare alcune criticità strutturali che andrebbero risolte: «Prima di immaginare grandi eventi, sarebbe fondamentale che alcune priorità venissero affrontate e risolte. Il completamento del collettore del Garda, resta un passaggio imprescindibile per la tutela ambientale del lago.

La mobilità e la viabilità rappresentano nodi centrali: dalla gestione dei flussi nei periodi di maggiore affluenza alla sicurezza degli utenti fragili della strada, fino allo sviluppo di sistemi di trasporto alternativi e integrati, compresa la mobilità sull’acqua.

Infine c’è la salvaguardia del paesaggio e dell’entroterra, dal Monte Baldo alle aree meno conosciute, che devono essere parte di una visione equilibrata e di lungo periodo.

Il Garda ha costruito la propria forza sull’armonia tra ambiente, accoglienza e qualità dell’esperienza: è questo patrimonio che va preservato e rafforzato».

In sintesi possiamo dire che il progetto Olimpiadi sul Garda potrebbe essere realizzabile, solo risolvendo quelle criticità di base esistenti come infrastrutture, problematiche ambientali e organizzative. Unicamente dopo averle risorte potrà iniziare la valutazione dell’idea dell’ex governatore del Veneto.













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