lago di garda

Lazise, nuove azioni per proteggere la galea veneziana affondata nel 1509

Il relitto che fu scoperto nel 1958 rappresenta un reperto unico di nave lunga a remi della Serenissima: ora è in corso un’altra campagna di protezione la cui prima parte durerà fino al 28 settembre. Un secondo intervento riguarderà la pulizia parziale e la conservazione dei resti


Daniele Peretti
LAGO DI GARDA


Sui fondali del lago di Garda, non si trovano solo rifiuti ed immondizie, ma anche relitti misteriosi, mezzi militari e caccia da combattimento che fanno la gioia dei tanti sub per i quali diventano la meta delle loro immersioni. Immersioni che è bene ricordare, non sono adatte a tutti ed in questo caso la curiosità dev’essere preceduta dalla prudenza.

Curiosa è la storia dei resti della galea veneziana affondata nel 1509 tra Lazise e Sirmione. Si tratta di un reperto unico perché è il primo relitto di una nave lunga a remi veneziana, rivenuto circa sessata anni fa del quale è programmato il recupero dato il suo grande interesse storico.

È in corso un’altra campagna di protezione del relitto la cui prima parte durerà fino al 28 settembre affidata all’Archeotecnica di Dorsoduro di Venezia, da parte della Sopraintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

Il ritrovamento della galea veneziana risale al 1958 quando un palombaro s’immerse alla ricerca del corpo di un giovane annegato, ma la scoperta ufficiale è dell’estate del 1962 col relitto che giace ad una profondità tra i 24 ed i 27 metri adagiato su un fondale fangoso a circa 500 metri dal porto moderno di Lazise.

La galea (qui sopra documentata nelle foto di Archeosub.it che offre anche approfondimenti sul tema) si trova in un buono stato di conservazione ed è lunga poco meno di trenta metri e larga tre metri e mezzo. L’affondamento è stato volontario -  come racconta l’archeologo Massimo Capulli – a causa di un incendio appiccato alla galea ed alle due fuste, come risulta da alcune testimonianze storiche.

Il 31 maggio del 1509 il capitano Zaccaria Loredan eseguì l’ordine del Senato per un sacrificio a difesa dei territori della Serenissima. L’esercito della Serenissima ad un’immediata ritirata che ha segnato il destino della galea che affondò in corrispondenza di un punto fangoso, particolarmente freddo e buio e con conseguente scarsa attività bilogica.

Condizioni ideali per un buon mantenimento di uno scafo di una nave da guerra di epoca rinascimentale.

La seconda fase dell’intervento di conservazione sarà quella della pulizia parziale e della conservazione dei resti della galea veneziana.  













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