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Lago di Garda, il turismo traina anche il vino

Con 22 milioni di bottiglie previste per il 2025 e un export che vale il 60% del fatturato, il vino Garda Doc si conferma ambasciatore del Lago di Garda nel mondo. Trainato dal turismo e da un’immagine che evoca relax e qualità, il Consorzio registra una crescita costante, puntando su vini freschi e spumanti adatti ai gusti dei consumatori moderni


di Daniele Peretti


SOMMACAMPAGNA. Il lago di Garda è sicuramente più conosciuto per il turismo, ma può contare anche su un vino che per l’anno in corso ha come obiettivo i 22 milioni di bottiglie vendute. Una modalità promozionale di valore assoluto, che dall’estero ricava il 60% del fatturato (Germania e Inghilterra i mercati principali), e che in nove anni è stata capace di quintuplicare il venduto.

Il Consorzio del vino Garda Doc registra una crescita dovuta in massima parte al turismo: raggruppa 250 aziende tra Lombardia e Veneto e può contare su una produzione distribuita su 30mila ettari. Uno sviluppo collegato direttamente a un’etichetta che richiama vacanze e relax, e a una destinazione ormai entrata nel cuore di molti turisti stranieri.

I vini Garda Doc sono principalmente bianchi, comprendendo anche spumanti che si prestano ad accompagnare piatti leggeri o aperitivi. Un altro punto di forza è l’aderenza ai gusti in evoluzione dei consumatori, che si stanno allontanando dai rossi corposi ad alta gradazione.

“La crescita che il nostro consorzio riscontra – ha affermato il presidente Fiorini – è, a mio parere, legata a una proposta semplice, non tanto alle caratteristiche del vino, quanto piuttosto al rapporto tra territorio e prodotto. Chi legge ‘Garda’ decide l’acquisto per ciò che la denominazione evoca. Garda ha la sua forza in un nome famoso all’estero per gli scenari iconici, meta di turismo”.

Un’altra caratteristica vincente è la stabilità di prezzo e produzione: cambiamenti repentini rischiano di allontanare il consumatore.

Infine, una valutazione sul fronte turistico: i tedeschi sono conservatori, e anche le giovani generazioni sembrano intenzionate a confermare i luoghi di vacanza scelti dai genitori. C’è solo qualche flessione, ma il mercato tedesco non soffre di un ricambio generazionale problematico.

(foto https://www.gardadocvino.it/)













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