LAZISE

La galea veneziana nel lago: in corso il salvataggio

Il relitto della nave autoaffondata nel 1509 per ragioni militari è stato colonizzato da una razza aliena di molluschi e ora si prevede la bonifica dello scafo e anche dell'area circostante: la conclusione dei lavori è indicata entro il 2026


Daniele Peretti
LAZISE


È iniziata l’operazione salvataggio della galea veneziana “auto affondata” nel 1509. Il relitto dell’imbarcazione che faceva parte della flotta della Serenissima è stato colonizzato da una razza aliena di molluschi bivalvi appartenenti alla specie Dreissena polymorpha, originaria del Mar Nero e Mar Caspio che dopo le condotte subacquee del collettore, hanno colonizzato anche i resti della galea.

Il progetto di tutela è finanziato dal ministero della Cultura mediante i fondi di programmazione ordinaria della Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza.

Si prevede la bonifica ed a seguire un report video fotografico, la bonifica dell’area circostante da eventuali materiali di risulta e la copertura del relitto con geotessuto protettivo. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2026.

Sono stati prelevati anche vari campioni del legno presi in punti diversi della galea, allo scopo di risalire alle cause del degrado che al momento, non sembra poter essere riconducibile alla presenza dei molluschi. I risultati dovrebbero dare indicazioni utili per una miglior tutela dei relitto. Il relitto è sin dal suo ritrovamento, conosciuto come galea veneziana, ma non ci sono certezze.

Quello che è sicuro è che il relitto di Lazise è stato il primo ad essere stato scoperto della tipologia delle navi "lunghe" d’età medievale e che, secondo i principali studi di settore, sembrerebbe più piccolo delle cosiddette "galee sottili" – spiega  Alessandro Asta, archeologo subacqueo referente del Servizio tecnico archeologia subacquea della Soprintendenza di Padova- ma anche più grande delle cosiddette "fuste" in uso tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

«Se riuscissimo a trovare il secondo relitto auto affondato nel 1509, si troverebbe forse anche la chiave per comprendere meglio il relitto di Lazise. Altrimenti attenderemo i dati di ulteriori scoperte dal resto del Mediterraneo».

La galea di Lazise fa parte della flotta che i veneziani affondarono volutamente perché i tempi della repentina ritirata dal lago di Garda non ne permettevano il trasporto via terra. Il relitto è stato scoperto ufficialmente nel 1962 a 450 metri al largo del porto di Lazise ad una profondità di circa 27 metri. 













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