L’inchiesta

La Direzione Investigativa Antimafia confisca cinque fabbricati sul lago di Garda

Il provvedimento emesso nei confronti di un professionista originario di Caltagirone per un totale di 6,5 milioni di euro. Gli immobili sono a Lonato del Garda



LAGO DI GARDA. La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un provvedimento di confisca definitiva di beni emesso dal Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di un professionista e imprenditore originario di Caltagirone, residente a Brescia, attualmente detenuto per reati di associazione a delinquere e associazione di tipo mafioso presso il carcere Marassi di Genova. Tra i beni confiscati ci sono anche cinque fabbricati da Lonato del Garda.

L'imprenditore è ritenuto «contiguo» ai clan mafiosi di Gela, operanti nella provincia di Caltanissetta e con ramificazioni in tutta Italia.

Gli accertamenti avviati nel 2018 e gli ulteriori riscontri effettuati hanno consentito di mettere in evidenza il repentino incremento di ricchezza dell'imprenditore, ritenuto complessivamente “anomalo” rispetto alla dichiarata posizione reddituale, risultata sproporzionata anche in rapporto all'elevato tenore di vita, al consistente patrimonio immobiliare e, soprattutto, alla sua ascesa imprenditoriale concretizzatasi in brevissimo tempo con la costituzione nel nord Italia di numerose società operanti in molteplici settori commerciali risultate tutte direttamente o indirettamente a lui riconducibili.

La confisca definitiva ha interessato beni stimati in oltre 6,5 milioni di euro nelle province di Bergamo, Brescia, Caltanissetta, Milano, Roma, Torino e Verona e riguardano due ditte Individuali (e rispettivi beni strumentali), 10 società (interi capitali sociali e rispettivi beni strumentali), una quota societaria pari al 60% del capitale sociale, un dipinto del 17mo secolo del noto maestro fiammingo Jacob Joardens raffigurante "Flora, Sileno e Zefiro", 5 fabbricati a Lonato del Garda, 4 autoveicoli e 32 rapporti bancari, postali e assicurativi.













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