mobilità

Da Trento fino al lago di Garda in treno: ecco le tre alternative

Le tre proposte saranno al centro dell’assemblea organizzata dal Comitato mobilità sostenibile del Trentino: appuntamento giovedì 23 febbraio alle 20.30 presso la sala conferenze della Rocca a Riva del Garda


Astrid Panizza Bertolini


TRENTO. Una rete di collegamento ferroviario fra Trento-Rovereto-Riva è possibile. È questa la tesi di cui si parlerà durante l’assemblea organizzata dal Comitato mobilità sostenibile del Trentino giovedì alle 20:30 presso la sala conferenze della Rocca a Riva del Garda.

Un tema tanto discusso, che riporta alla mente la M.A.R., quel trenino che ai tempi dell’Impero Austroungarico passava dagli abitati di Mori, Arco e Riva. L’incontro di giovedì mette sul tavolo ben tre proposte di collegamento ferroviario che arrivano “dal basso”, ovvero proprio dal Comitato mobilità sostenibile del Trentino, che vuole creare “massa critica” tra cittadini ed istituzioni per poter in questo modo reperire le risorse economiche e finanziarie per la progettazione e realizzazione del collegamento ferroviario.

Non si tratta però di un recupero del vecchio trenino, ma di un tipo di progettualità moderna, che punta alla sostenibilità ambientale per una zona, come quella dell’Alto Garda, spesso protagonista di lunghe code di auto nella zona fra Mori e Torbole. «Il Comitato ha creato in questi anni dei gruppi di lavoro in cui hanno partecipato cittadini e professionisti. – spiega l’ingegnere Ezio Viglietti, portavoce del Comitato – Assieme a colleghi ingegneri abbiamo elaborato tre alternative percorribili».

La prima è il “tram-treno”, progettato proprio da Vigliotti e su cui sta lavorando da più di 10 anni. Si tratta di un sistema ferroviario di superficie in uso nel Nord Europa.

Una seconda proposta è stata studiata dall’ingegner Baccega ed è un collegamento ferroviario che si compone di due linee: la prima con partenza da Rovereto e arrivo al lago, la seconda, invece, da Trento passerebbe per la Valle dei Laghi, arrivando a Riva del Garda, nell’area Ex Cattoi. Le due linee, in questo caso, arriverebbero nella stessa stazione, con un 32% del tracciato in galleria, e il rimanente 78% in superficie.

La terza proposta vede, invece, la realizzazione di un tunnel per cui il collegamento sarebbe quasi completamente sottoterra. Il percorso in questo caso partirebbe da Mori per finire sulle sponde del lago. Queste alternative prevedono, inoltre, la possibilità di collegamento con l’Austria, con tratti percorribili da Innsbruck fino a Riva del Garda in alcuni casi addirittura senza dover cambiare treno, coinvolgendo tutta la zona Euregio. L’idea quindi che vuole promuovere l’incontro, come ci racconta Viglietti, è quella di coinvolgere cittadini e istituzioni in progettualità fattibili, mentre fino ad ora ogni discussione è stata fine a se stessa.

«La visibilità sta crescendo sempre di più – afferma Viglietti - tanto è vero che ci sono stati diversi consigli comunali in cui si è parlato del tema, come a Rovereto, Mori, Riva del Garda, Arco, Dro e Drena, ma anche a Terragnolo, dove sono state approvate mozioni, quasi tutte all’unanimità, in favore del collegamento ferroviario». Per ricercare la soluzione migliore è necessario quindi provvedere ad un’Analisi Costi-benefici che sia non solo economica, ma anche ambientale e sociale. Finora ci sono stati numerosi incontri fra il Comitato e le istituzioni e il portavoce dichiara che l’interesse è molto alto, ma non si è ancora arrivati ad una stretta. «Crediamo nella possibilità di trovare un accordo, per trovare assieme l’ipotesi progettuale più rispettosa dell’ambiente, che possa salvaguardare il delicato paesaggio della Vallagarina e dell’Alto Garda» conclude l’ingegner Viglietti.













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