spettacoli

Suoni delle Dolomiti al via con Neri Marcorè che canta De Andrè

Sabato l’attore “inaugura" in Val di Fassa la rassegna estiva di musica e spettacolo in quota in compagnia del Gnu Quartet



VAL DI FASSA. Il celebre artista Neri Marcorè, apprezzato come attore di cinema, teatro e televisione, anche in ruoli comici, e un quartetto dal singolare organico strumentale (violoncello, violino, flauto, viola) omaggiano Fabrizio De Andrè, partendo da una delle sue canzoni più famose, “Il pescatore” e, in particolare, dal verso più amato da Marcorè: “Come una specie di sorriso”.

Marcorè e il Gnu Quartet apriranno l'edizione 2016 dei Suoni delle Dolomiti. Appuntamento sabato 2 luglio, alle ore 13, a Pozza di Fassa, in località Jonta. Gli ingredienti per una “pausa pranzo” emozionante ci sono tutti. C’è un personaggio dalle molte sfaccettature, Neri Marcorè. C’è la musica di Fabrizio De Andrè, suonata dal vivo dallo Gnu Quartet, nato sotto la stella della Pfm. Nel suo palmares c’è il lungo e felice sodalizio con Serena Dandini in “Pippo Chennedy Show” e “L’ottavo nano”; ci sono le sue imitazioni strepitose; programmi televisivi come “Per un pugno di libri”, la miniserie “Papa Luciani - Il sorriso di Dio”, “NeriPoppins” e la fiction “Tutti pazzi per amore” e film come “Il cuore altrove” di Pupi Avati, che gli vale una nomination come “miglior attore” al David di Donatello e “Mi rifaccio vivo” di Sergio Rubini.

«I miei musicisti preferiti sono sempre stati Gaber, De Gregori, Fossati e De Andrè – spiega Marcorè -. Mi piacciono le sue musiche e i suoi testi, che offrono un punto di vista molto particolare. Era un uomo senza pregiudizi, sempre dalla parte dei più deboli o dei diversi, senza barriere mentali. Per certi versi ha molti punti in comune con Gaber, sono due mondi diversi che si toccano. E poi riesco a cantarli bene tutti e due, usando la loro stessa tonalità». Location suggestiva per Marcorè e compagni. La passeggiata attraversa l’incantevole Val San Nicolò, in compagnia della colonna sonora del suo ruscello, fra baite, prati fioriti e fitti boschi. Lentamente si delineano i profili di Cima Uomo e del Col Ombert, fino a quando la visione si spalanca sul grande prato di Jonta.













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