Sa unire note e natura Il Guardiano dell’Arca va a Mario Brunello 

Il riconoscimento. Il violoncellista, direttore artistico di Suoni delle Dolomiti, è stato scelto  dal comitato promotore del Premio Mario Rigoni Stern «per essere riuscito a portare la musica in montagna e la montagna nella musica, arricchendo entrambe di emozioni e valori inediti» 


Katja Casagranda


Trento. È stato assegnato al violoncellista Mario Brunello il riconoscimento Guardiano dell’Arca 2020 Premio Mario Rigoni Stern. Alla sua X Edizione, il Comitato promotore del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi ha assegnato al violoncellista noto in tutto il mondo sia per la sua musica che per la sua passione per la montagna che spesso condivide con la musica. Mario Brunello anche direttore artistico di Suoni delle Dolomiti e della programmazione delle Fucine musicali e non solo di Arte Sella, anche impegnato in prima persona musicalmente nelle rassegne ha accompagnato numerose volte il pubblico sulle vette con il suo violoncello in spalla per poi fermarsi e condividere note e melodie nella natura.

Il riconoscimento Guardiano Dell’Arca 2020, istituito nel 2017 in ricordo di Osvaldo Dongilli, uno dei fondatori del concorso letterario dedicato allo scrittore dell’Altipiano dei Sette Comuni vicentini, viene solitamente destinato a persone o associazioni che si siano distinte nella valorizzazione delle terre alte. Ecco che in questo 2020 che ha visto la sospensione di molti festival fra cui anche i Suoni delle Dolomiti, il premio va alla musica e a chi ha valorizzato la musica e la montagna in questo ponte gettato fra note e natura.

«Con i suoi concerti sulle Dolomiti, ma anche sull'Etna e sul monte Fuji, Mario Brunello ha portato la musica in montagna e la montagna nella musica – spiega il presidente del Premio Sergio Frigo – contribuendo ad arricchire entrambe di emozioni e valori inediti, e portando un pubblico eterogeneo ma via via più appassionato ad apprezzare - insieme - il silenzio dei grandi spazi incontaminati, i suoni del bosco e della natura e i capolavori dei grandi maestri della musica».

Il riconoscimento, giunto appunto alla decima edizione, sarà consegnato, ovviamente assieme ai premio al miglior libro dell'anno, che sarà selezionato dalla Giuria composta da Mario Isnenghi, Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Filippi e Daniele Jalla fra i 61 titoli pervenuti alla segreteria del premio, nel corso della cerimonia finale fissata a Riva del Garda in Trentino (dopo il rinvio a causa del Coronavirus) il 17 settembre alle 20,30. Il Premio Rigoni Stern, che si svolge alternativamente in Trentino e nel Veneto, è nato per favorire lo sviluppo delle culture che fanno riferimento all’arco alpino, ed è destinato ad opere di narrativa e di saggistica che ne valorizzino il paesaggio, le tradizioni, le attività produttive all'insegna dell'ecocompatibilità, il contesto socioculturale delle diverse comunità che lo abitano, con le loro istituzioni storiche legate all’uso comunitario dei beni, la caccia, come attività legata a una particolare sensibilità ambientale, la guerra in montagna come scenario particolare e doloroso della storia europea, il patrimonio narratologico, con le sue fiabe, le leggende, i suoi miti di ieri e di oggi, la sua vocazione ad essere cerniera tra nord e sud, tra area mediterranea e area mitteleuropea.

Istituito con l’intento di onorare la memoria di Mario Rigoni Stern, il Premio intende perpetuarne i valori di fratellanza tra i popoli, di rispetto dell’ambiente, di tolleranza e solidarietà. Violoncellista, Mario Brunello vanta un lunga e intensa carriera concertistica e collaborazioni con artisti di tutto il mondo













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