Online la mappa sonora delle lingue minoritarie del Nord Italia
Il progetto AlpiLinK ha "mappato" 18 parlate, raccogliendo in due anni migliaia di file audio, ora disponibili sul sito Web dell'iniziativa, a cura delle università di Verona, Bolzano, Trento, Torino e Valle d'Aosta. Hanno dato il loro contributo anche 3.300 volontari, residenti in 1.033 comuni: a Luserna la più alta percentuale di popolazione locale coinvolta. Ecco come ascoltare le frasi nelle diverse lingue minoritarie e dialetti comparandole, dal mocheno al trentino, dal cimbro all'occitano, dal veneto al ladino, dal tirolese al walser
Oltre 3.300 parlanti coinvolti in 1.033 diversi comuni, 18 lingue minoritarie e dialetti "mappati", migliaia di audio raccolti nella più grande audio-mappa digitale dedicata alle lingue minoritarie del Nord Italia: sono i risultati del progetto "AlpiLinK. Lingue alpine in contatto", che ha coinvolto gli atenei di Verona, Bolzano, Trento, Torino e Valle d'Aosta e si è chiuso dopo una fase preparatoria ed un percorso durato oltre due anni.
Il comune in cui si è registrata la partecipazione maggiore è il piccolo borgo di Luserna, isola linguistica cimbra in Trentino, dove il 13% della popolazione è stato coinvolto nel progetto.
L'iniziativa è stata finanziata dal ministero dell'Università e della ricerca come progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale.
I risultati emersi e gli sviluppi futuri sono stati presentati all'Università di Verona alla presenza dei docenti referenti del progetto dei cinque atenei, per la Libera Università di Bolzano Birgit Alber.
La mappa interattiva open disponibile sul sito www.alpilink.it propone i contributi registrati dai cittadini che hanno partecipato spontaneamente alla ricerca e gli audio raccolti dagli oltre 1.100 studenti delle 36 scuole secondarie di secondo grado coinvolte nel progetto con incontri di formazione nelle classi e attività sul campo con interviste ai parlanti del proprio territorio di riferimento.
In Alto-Adige sono oltre 12 mila i contributi audio raccolti, in tirolese e ladino, nove le scuole e oltre 360 gli studenti che hanno partecipato al progetto.
Il database di AlpiLinK rappresenta un contributo importante allo studio e alla divulgazione della conoscenza delle lingue minoritarie e dei dialetti, da quelli più diffusi fino a quelli parlati in piccole isole linguistiche.
Friulano, veneto, trentino, ladino, lombardo, piemontese, francoprovenzale, occitano, walser, cimbro, mòcheno, sappadino, saurano, timavese, tirolese, resiano, tedesco e sloveno della Val Canale: queste le varietà linguistiche, romanze, germaniche e slave, interessate dalla ricerca. Fra i partecipanti, il più anziano ha 101 anni, è della val Badia e parla ladino, mentre la palma del più giovane spetta a un bambino di 4 anni che parla il francoprovenzale.
AlpiLinK è un acronimo per Alpine Languages in Contact, lingue alpine in contatto. Rappresenta un “cruscotto” prezioso per l’attività di ricerca che permette di “navigare” alla scoperta delle diversità linguistiche mettendo a confronto - in modo trasversale, attraverso una rapida comparazione - le diverse espressioni utilizzate dai partecipanti alla ricerca per esprimere lo stesso concetto.
Così, ad esempio, in una delle domande del questionario proposto online, i partecipanti sono stati invitati a descrivere con un audio un'immagine in cui si vede un uomo impegnato a tagliare un salame. In tutto il Nord Italia si usa la parola salame, anche nelle lingue di minoranza di stampo tedesco e sloveno. Dalla raccolta dati sono emerse altre quattro parole caratterizzanti per alcuni territori: nei dialetti tirolesi e nel walser, varietà alemanna parlata in alcune valli della Valle D’Aosta e del Piemonte, domina la variante Wurst che è anche la parola del tedesco standard. Nei dialetti veneti la parola più usata è salado.
Nel francoprovenzale della Valle d'Aosta alcuni parlanti scelgono saouseusse, parola simile al francese saucisse, anche se la maggior parte usa salam.
Infine, in Trentino la maggior parte dei parlanti nel descrivere l’immagine sceglie luganega, parola che fa riferimento a una tipologia di insaccato diverso rispetto al salame.
La conclusione di AlpiLinK è anche l’occasione per delineare le prospettive future e lanciare il progetto corDATA: «La piattaforma che abbiamo costruito grazie al percorso attivato con AlpiLinK ci consente di sperimentare una nuova dimensione collaborativa della ricerca, che è destinata ad ampliarsi.
Potrebbe diventare la piattaforma di riferimento per le lingue non solo del Nord Italia, ma di tutto il Paese, una mappa geografica online, dunque, che si prepara ad accogliere e integrare i risultati di altre ricerche. Abbiamo già attivato una collaborazione in questo senso con l’Università di Firenze», spiega Stefan Rabanus, professore di linguistica tedesca all’Università di Verona e coordinatore di AlpiLinK.
Qui sotto, un video della conferenza tenuta all’Università di Wisconsin-Madison (Stati Uniti) in Stefan Rabanus spiega gli obiettivi, metodi e risultati di AlpiLinK con un certo dettaglio (in lingua inglese, circa 50 minuti).