Acque, fiumi e paesaggi: Enrico Gusella presenta il libro a Trento
Appuntamento alla Biblioteca Comunale di via Roma, mercoledì 28 gennaio, con il critico e storico d'arte padovano che propone a un viaggio (anche fotografico) attraverso la storia, dal Medioevo ai giorni nostri, per indagare gli ecosistemi, dal Brenta all'Adige, dal Piave all'Arno
La Biblioteca Comunale di Trento (Via Roma, 55), mercoledì 28 gennaio alle 17.30, ospiterà in sala degli Affreschi la presentazione del libro di Enrico Gusella «Su acque, fiumi e paesaggi, o l’avventura possibile» (ART on WORLD Edizioni, 138 pagine, 35 immagini a colori e b/n). Interverranno, oltre all'autore, Milena Bassoli della Biblioteca Comunale e il fotografo trentino Luca Chistè.
Il libro di Gusella si articola in otto capitoli ed è un introdotto da un saggio di Matteo Nicolini (giurista e professore associato di diritto pubblico comparato all’Università di Verona) e Francesco Salvestrini, ordinario di storia medievale all’Università di Firenze e presidente del Centro di documentazione sulle alluvioni di Firenze).
Ad aprire il percorso narrativo è il capitolo “Su fiumi, alluvioni e temporalità” che dal Medioevo ai giorni nostri indaga gli ecosistemi della pianura veneta e di quella Toscana. Ma nel libro non mancano riferimenti e accadimenti alle catastrofi più recenti quali Valencia, in Spagna, che il 29 ottobre 2024 fu colpita da una grave alluvione che provocò 229 morti, 120.000 sfollati e 300.000 senza acqua. Oppure l’alluvione in Texas del 4 luglio 2025 con conseguenze particolarmente gravi nella regione di Hill Country.
[Qui e in alto, il fiume Brenta in Valsugana, nella foto sotto, il Piave presso Anzù (Belluno), foto tratte dal libro di Gusella.]
Come ricordano nell’introduzione Nicolini e Salvestrini: «In pochi altri contesti geografici il lavoro delle comunità antropiche su fiumi, laghi, lagune, bacini idrografici, ruscelli e canali ha lasciato un segno tanto profondo. Le terre soggette al dominio della Serenissima e quelle legate all’influenza politica di Firenze fecero del governo delle acque un vero e proprio segno di civiltà, almeno a partire dalla piena età classica».
I due studiosi proseguono affermando che «mai come oggi le comunità idrauliche sono tradite dall’elemento “acqua”, in relazione al quale esse hanno per secoli costruito insediamenti, identità ed esercitato attività produttive. E l’equilibrio – delicato – tra fiumi, lagune, mare e agire umano espone gli ecosistemi e le nostre eredità culturali alla fragilità del cambiamento dovuto alla massiccia antropizzazione».
Il libro di Gusella prende avvio dal Medioevo e dagli interventi dei Comuni a favore delle acque, come ad esempio a Verona, Parma, Bologna, Bergamo, Reggio Emilia e Padova che si dotarono ben presto di reti idroviarie.
A seguire è il capitolo sui fiumi del Veneto, come il Po, l’Adige, Brenta e Piave, pronti a caratterizzare la scena visiva del libro con i loro ingressi nelle città, nella campagna della pianura Padana e nel delta del Po, attraverso le bellissime immagini di Cesare Gerolimetto, Enzo e Raffaello Bassotto, Giuseppe Bruno, Giuseppe Mazzotti e Luigi Bortoluzzi.
E ancora altrettanto interessante è “Paesaggi a Nord Est”, con la “tempesta mediterranea Vaia” del 2018, le cui raffiche di vento a livello di uragano e con fortissime piogge, provocò quattordici milioni di alberi caduti, tra foreste devastate e letti di fiumi ricoperti da quegli stessi alberi spezzati.
E di nuovo a caratterizzare questo percorso paesaggistico è il litorale veneziano con “Cavallino-Treporti” in un’indagine realizzata da una nutrita pattuglia di fotografi, tra cui Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Franco Fontana, Fausto Giaccone e Marco Zanta, tesi a investigare i territori del litorale veneziano ma anche i più suggestivi o sconosciuti luoghi come borgo Lio Piccolo, sulla scia di un di paesaggio da riscoprire e da valorizzare.
In chiusura del libro sono due suggestive città caratterizzate, proprio come la città di Trento, da fiumi e acque. È il caso di Verona che si estende lungo il fiume Adige, tra piazze, castelli, arche romane, campanili e tesori nascosti. E in analogia a far da contrappunto, in una sorta di veste nostalgica, è "Venezia. Ritornare all’acqua (come un desiderio)”. Una sorta di omaggio alla stupefacente città, attraverso alcune immagini del fotografo friulano Elio Ciol (Casarsa della Delizia, 1929).
Una sorta di viaggio in cui Ciol ci accompagna tra una calle e un campiello, Piazza San Marco e Palazzo Ducale, la laguna e il mare e, tra finzione e realtà, con Ca’ d’Oro affacciata sul Canal Grande, emblema dalla sapienza veneziana e delle arti di una grande città: Venezia.
Enrico Gusella (Padova, 1962), laureato in Dams, indirizzo arti visive, all’Università di Bologna, critico e storico delle arti, ha ideato e curato numerose mostre fotografiche, di pittura e scultura, tra cui: Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice. Tempo interiore, Tina Modotti, Elio Ciol, Mario Giacomelli, Eugene Smith, Joseph Beuys, Giovanni Chiaramonte, Gabriele Basilico, Mario Cresci, Passaggi a Nord Est, Albert Steiner, Nuovo Paesaggio Italiano, i francesi Robert Doisneau e Edouard Boubat, Walter Rosenblum, Giuseppe Pino, Ines Fedrizzi, William Xerra, Alberto Biasi, Gruppo N&0, e molti altri ancora.