Tutti i numeri dei Pescatori Dilettanti 

All’assemblea cifre confortanti dall’allevamento di Telve di Sopra, ottimi anche i dati del bilancio

di Mirko Garzella
BORGO. Per l’Associazione Pescatori Dilettanti della Valsugana, il 2018 è stato tutto sommato un anno positivo. Il presidente Celestino Ferrai ha illustrato domenica il bilancio delle attività all’assemblea sociale. Anche se, dal punto di vista degli iscritti annuali, rispetto al 2017 il numero è sceso a 312 da 333, il calo è stato compensato da un aumento delle vendite dei permessi giornalieri. Tuttavia, ciò non ha impedito che si verificasse una certa flessione sia delle uscite, che sono passate da 5.533 a 4.347, che delle catture, che si sono fermate a 10.301 rispetto alle oltre 13 mila dell’anno precedente. In miglioramento, invece, il rapporto tra uscite e catture effettuate, mentre la resa dell’allevamento ittico di Telve di Sopra è stata buona come sempre. Infatti, l’attività dell’incubatoio gestito dall’associazione stessa ha permesso d’immettere nelle acque di competenza 216 mila Trote Fario di piccola dimensione e circa 18 quintali di adulte. Inoltre, a dimostrazione degli ottimi risultati dell’attività di itticoltura, che si sono rivelati superiori alle necessità, un quintale di Trote Fario adulte è stato ceduto all’Associazione Pescatori del Tesino, un altro quintale all’Associazione del Primiero, sette quintali e mezzo all’ Associazione di Grigno, due quintali all’Associazione Pescatori Dilettanti Trentini e un ultimo quintale a un gruppo di soci che lo ha utilizzato per una gara di pesca a Novaledo. Inoltre, nel quadro del progetto di salvaguardia della Trota Marmorata, l’associazione ha seminato, nelle acque di propria competenza, 12.500 uova di questa specie, 40 mila avannotti e circa 50 mila esemplari di piccola taglia. Infine, nel lago delle Prese, sono stati immessi 400 Salmerini Alpini concessi dall’impianto di Molveno.

Molto positiva la situazione finanziaria. Nel corso del 2018, le spese sono state pari a circa 89.700 euro, mentre le entrate hanno superato i 94.300 euro. L’avanzo di gestione, pertanto, è stato di circa 4.600 euro che, sommato ai surplus registrati nei precedenti esercizi, ha portato il saldo di cassa a quasi 38 mila euro. «Si tratta di un risultato molto buono - ha commentato Ferrai - che, per il 2019, ci permetterà di abbassare il costo della quota d’iscrizione annuale da 100 a 90 euro a fronte di un leggero aumento della tariffa prevista per il rilascio dei permessi giornalieri». Alla riunione sociale ha preso parte anche il presidente della Federazione dei Pescatori Trentini Mauro Finotti, che ha sottolineato il ruolo svolto dalla Federazione e dai comitati provinciali e nazionali di cui fa parte nel convincere il Ministero dell’Economia ad eliminare gli incentivi alle società di produzione idroelettrica finalizzati all’installazione di nuove centraline, che generano energia pulita, ma recano gravi danni agli ecosistemi fluviali. «Importante - ha dichiarato Finotti - è anche la battaglia che stiamo portando avanti nei confronti della Provincia per ottenere una revisione della normativa riguardante gli abbattimenti dei cormorani, presenza sempre più invadente e fastidiosa per chi pratica la pesca. Sarebbe opportuno definire un numero preciso di questi uccelli che il territorio può sopportare e abbattere tutti gli altri, così come sarebbe giusto rivedere i piani di gestione relativi al progetto di salvaguardia della trota Marmorata, che finora ha comportato investimenti consistenti senza risultati apprezzabili».