I meli stanno morendo: emergenza in Valsugana 

Giorgio Capra (Coldiretti): «Il problema c’è, è grave e in alcune zone della valle interessa il 50 per cento delle piante». I tecnici di San Michele cercano le cause


di Marika Caumo


VALSUGANA. Una moria di meli, dalle cause ancora sconosciute. Che colpisce solo in Alta e Bassa Valsugana. E che quest'anno ha avuto una crescita importante.

I primi limitati casi già una decina d'anni fa nella zona di Campiello, poi il problema sembrava superato ma è tornato negli ultimi anni. Una moria di meli che si sta verificando in alcune zone della valle, da Pergine ad Ospedaletto. Di questo si è occupato anche il consigliere provinciale Claudio Cia, che ha presentato un'interrogazione in Provincia.

Cosa succede? Le piante che vengono messe a dimora sane, nel corso degli anni collassano improvvisamente, a macchia di leopardo e senza nessuna motivazione apparente.

«Da quanto riferitoci dai frutticoltori delle zone interessate, le piante vengono acquistate da diversi fornitori e messe a dimora perfettamente sane in terreni puliti e ben dissodati - scrive Cia nell'interrogazione- Durante il primo anno le piante crescono sane e rigogliose, negli anni successivi si assiste a delle morie inspiegabili e geograficamente distribuite in tutta la valle».

Ne abbiamo chiesto conto ad alcuni frutticoltori della Bassa Valsugana.

«Il problema esiste ed è grave - conferma Giorgio Capra, giovane agricoltore di Carzano e rappresentante dei Giovani di Coldiretti per la Bassa Valsugana -. Negli anni scorsi era stata avanzata l'ipotesi che i meleti erano stressati, si facevano produrre troppo e per questo morivano. Una tesi che però si è rivelata sbagliata». Lo scorso anno, infatti, ci fu una grande gelata. «Nella primavera del 2017 il 99% dei meli in Valsugana fu colpito dalla gelata del 21 aprile, che portò ad eliminare quasi tutta la produzione visto che i meli rimasero vuoti. Ci aspettavamo quindi una grande ripresa nel 2018, visto che le piante avevano riposato lo scorso anno. Invece la moria è la più accentuata degli ultimi 10 anni», precisa Capra. Il quale spiega che la moria non ha colpito solo le piante giovani, ma quest'anno, per la prima volta, ha interessato anche quelle di 15-20 anni finora sanissime.

Nella sua interrogazione, il consigliere Cia spiega che «i frutticoltori preoccupati, hanno già sottolineato il problema agli uffici provinciali competenti in agricoltura, fiduciosi che avrebbero ricevuto una spiegazione a questo disagio che comporta loro annualmente perdite di tempo e reddito importanti. Da quanto riferiscono, gli uffici competenti, ad oggi, non avrebbero dato alcuna risposta».

Affermazione che non trova la conferma di Capra. «No, il settore ci è vicino e gli enti preposti stanno facendo il loro lavoro e le loro valutazioni», spiega. La stessa Coldiretti di Alta e Bassa Valsugana si è riunita con il presidente e i tecnici dell'Istituto di San Michele per capire come risolvere questo problema. «Non vogliamo che ci comprino le piante ma che si individui il motivo per cui muoiono. La nostra richiesta è quella di aumentare la ricerca», precisa. Ai tecnici di San Michele dunque il compito di approfondire la questione e trovare la causa di questa moria di meli. «Che in termini percentuali a livello Trentino non è alta. Ma se guardiamo la zona dove il problema è circoscritto, Alta e Bassa Valsugana, le singole aziende, gli appezzamenti, le cose cambiano. Ci sono appezzamenti dove si arriva al 50% di meleti colpiti», conclude Capra.



















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