Grigno alle aste europee per vendere gli “schianti” 

Il sindaco Fogarotto: «È impensabile vendere qua tutto il legname, ma dobbiamo cercare di non scendere sotto i 20 euro mc». Si saranno problemi per il trasporto


di Marika Caumo


GRIGNO. Il bosco di Selva di Grigno, l'importanza che ha avuto nella storia della piccola comunità e le gravi conseguenze subite a causa del forte vento che si è abbattuto a fine ottobre. Di questo si è parlato nel corso del convegno "Selva Green e il suo bosco" promosso dall'associazione Selva Green del presidente Stefano Marighetti, da Tsm (Trentino School of Management) e dall'istituto tecnico economico Tambosi di Trento. La neonata associazione Selva Green, infatti ,da parecchi mesi è impegnata insieme agli studenti della 3B del corso turismo guidati dalla professoressa Franca Marchesin in un progetto di promozione e valorizzazione dell'area di Selva, piccola frazione che si trova a fare i conti con invecchiamento e spopolamento, con il sole che scompare nei mesi invernali ed un isolamento naturale, ma che ha saputo rimanere coesa e mantenere vive cultura e tradizioni.

Introdotti da Iva Berasi, direttrice di Tsm-Accademia della montagna, si sono susseguiti per l'intero pomeriggio di sabato, studenti, poesti, musicisti (Paola Fumana e Roberto Corradi) e relatori: i tecnici forestali Stefania Minati e Graziano Martello, il meteorologo Andrea Piazza, l'insegnante Chiara Braus ed il sindaco Leopoldo Fogarotto. Quest'ultimo in particolare ha spiegato come il Comune sta gestendo la questione del legname, a seguito del maltempo di fine ottobre. Il bosco sopra Selva, sull'altipiano di Marcesina, è stato profondamente toccato. Grigno è tra i Comuni trentini che hanno avuto più danni al patrimonio boschivo con ben 275.000 metri cubi di schianti: l'8% del totale provinciale.

«Abbiamo vissuto l'evento come un danno a casa nostra, perché qui da noi la montagna è tutta ad uso civico. Fatalmente il vento non ha fatto registrare danni alle infrastrutture ma ha spazzato via la nostra foresta: sono caduti quasi 300mila mc di piante in otto aree vicine tra loro, fra le più belle e redditizie del nostro patrimonio boschivo», ha spiegato. Ricordando che dalla vendita del legname il Comune introitava annualmente circa 300mila euro e che ora serviranno 50-60 anni prima che il bosco si rigeneri. Una situazione di cui si è parlato recentemente con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

Altra questione, la vendita del legname schiantato, con l'uscita in questi giorni delle aste europee. Per i 16 Comuni trentini che hanno subito oltre 40mila mc di schianti, infatti, la Provincia ha derogato alle norme protezionistiche che tutelano la filiera del legno trentino. «I nostri schianti rappresentano il fabbisogno trentino di un anno, è impossibile pensare di venderli qua in provincia, dobbiamo rivolgerci al mercato europeo», ha precisato Fogarotto. Insieme alla Camera di commercio di Trento si sta facendo informazione nei paesi tedeschi, con ditte austriache e francesi che hanno già fatto dei sopralluoghi. «Cosa ci aspettiamo? Non lo so, l'andamento del mercato non ci sorride, c'è tanto materiale in Trentino, Alto Adige e Veneto e i Comuni con meno di 40mila mc di schianti hanno già potuto vendere il proprio. Noi dobbiamo farlo, altrimenti si deteriora e rischiano di ammalarsi anche le piante rimaste in piedi. Ad eccezione del lotto in località Sciona, dove sarà difficile vendere in quanto si trova in una zona scoscesa, per il resto la Marcesina è una zona comoda, ci si può arrivare agevolmente e può essere meccanizzata. Non possiamo comunque andare sotto i 20 euro\mc», ha proseguito. Nell'ipotesi di riuscire a vendere tutto il legname nella prima asta, ci vorranno due anni di lavoro per l'esbosco. In caso contrario sarà indetta una seconda asta nel breve termine.

Ultima questione, la viabilità. Il legname, infatti, una volta tagliato (vista l'impossibilità di utilizzare la Strada degli Altipiani), dovrà raggiungere il fondovalle passando per il centro di Enego. Ipotesi che preoccupa il Comune veneto e i suoi cittadini che dovrebbero veder transitare sotto il naso circa 10mila camion. Uno di loro, presente al convengo, ha proposto di realizzare una teleferica permanente che dalla Barricata arriva in valle. Ipotesi che però il sindaco ha smorzato, ricordando da un lato l'enorme costo della struttura, che richiederebbe tra l'altro molto tempo per venir realizzata e che, tenendo conto dei costi di carico e scarico, andrebbe ad incidere ulteriormente sul basso costo del legname.

















Cronaca







Dillo al Trentino