«Co-living, opportunità per il futuro del Vanoi» 

Canal San Bovo. Il sindaco Bortolo Rattin: «Offrire un alloggio stabile a nuove giovani famiglie,  meglio con figli, è un segno tangibile per i nostri giovani: anche qui si può vivere e pure bene»


RAFFAELE BONACCORSO


Canal san bovo. Al Festival della Famiglia, l’appuntamento a cura della Fondazione Demarchi e dell’Agenzia per la Famiglia appena conclusosi a Trento, nell'ambito del tema "Co-Living: e se andassimo a vivere in montagna?", è intervenuto il nuovo sindaco di Canal San Bovo, Bortolo Rattin. Tema intrigante quello del "co-living" (tradotto: vivere insieme) che consiste nel trovare strategie per fermare il progressivo spopolamento dei piccoli paesi montani e valorizzare il patrimonio abitativo pubblico non utilizzato. Ad esempio a Luserna (isola linguistica cimbra), nella prima sperimentazione del progetto, iniziato nel 2017 ed oggi concretizzato, quattro appartamenti di Itea spa sono stati messi a disposizione, in comodato d’uso gratuito per quattro anni, di nuovi nuclei familiari, provenienti da diverse città italiane e selezionati tramite un bando.

Sindaco Rattin, perché il progetto co-living può rappresentare un’opportunità per Canal San Bovo.

Il nostro è un territorio di montagna, formato da sette piccole frazioni che nel loro insieme formano il Comune di Canal San Bovo che conta 1.457 abitanti; un ambiente naturale integro, tranquillo e sicuro, dove ancora si può vivere con la porta aperta senza timore, e che, molti lo dicono, molto bello, ma periferico. Naturalmente presenta le sue criticità: lo spopolamento e l’invecchiamento, che in concreto si traducono nell’abbandono del territorio da parte delle forze giovani e poi anche l’abbandono di molte abitazioni, un patrimonio anche pubblico, costruito con sacrifici dai nostri nonni e genitori che ora è in buona parte inutilizzato e in deperimento.

In questa situazione di chiaro - scuro, pensa che il progetto co-living possa innescare nuova vitalità in valle?

Nelle nostre aspettative credo che il co-living sia un progetto che riesca, rimettendo al centro la relazione, la collaborazione, la reciprocità, a generare azioni che possano creare positività e dare prospettiva alla valle. Un progetto quindi che riesca a generare una economia collaborativa, basata sulla condivisione di beni, sia materiali che immateriali, e oggi di economia collaborativa ne abbiamo veramente bisogno. Infine un progetto che dia la possibilità di rimettere in circolo quel patrimonio immobiliare, per il momento pubblico, ora inutilizzato prima che diventi obsoleto. Rivitalizzare le nostre frazioni, questi piccoli villaggi di montagna, offrendo alloggio stabile a nuove giovani famiglie, possibilmente con figli, allacciare nuove relazioni che portano sicuramente ricchezza valoriale, potrebbe avviare un’inversione di tendenza, segno tangibile per i nostri giovani che anche nel Vanoi si può vivere e vivere bene.

Cosa altro potrebbe comportare l'adottare questo nuovo sistema di offrire alloggi a nuove famiglie?

Siamo certi che tutto questo contribuirebbe a mantenere efficienti i servizi che abbiano se non migliorarli e svilupparne di nuovi, sicuramente la presenza di nuovi ragazzi darà prospettiva alla scuola. E chissà che possa contribuire a creare nuove opportunità occupazionali. È sicuramente un’opportunità di crescita per il nostro territorio, ma crediamo sia un’opportunità che offriamo a persone, a famiglie, che cercano una nuova dimensione di vita, sensibili all’ambiente, che apprezzano la tranquillità, la bellezza e la sicurezza con cui condivideremo anche la responsabilità di costruire il futuro del Comune. Persone e famiglie che saranno accolte dalla comunità, così come lo sono state altre famiglie, che in questi anni, per scelta di vita si sono già trasferite nella Valle del Vanoi, pronte a portare la loro testimonianza.

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