Agricoltura in Valsugana una storia lunga due secoli 

Franco Gioppi in 227 pagine e 150 foto racconta l’introduzione della patata grazie ai tesini, coltivazione di uva, gelso e tabacco e nascita delle Associazioni agrarie

di Marika Caumo

BORGO. Un volume “Sulle vicende agricole della Valsugana. Notizie e appunti tra Otto e Novecento”. Lo ha scritto Franco Gioppi, borghesano già autore di numerose altre pubblicazioni. Edito dall'Associazione Agraria di Borgo Valsugana, il lavoro «va a coprire un grosso buco nelle pubblicazioni sulla storia agricola della valle», ha sottolineato Massimo Libardi in occasione della presentazione nella sala rossa della Comunità, riempita in ogni ordine di posto.

Tanto interesse dunque per un libro che, attraverso fotografie e documenti (molti inediti), racconta con minuzia di dettagli la nascita e l'evoluzione storico-organizzativa dei sodalizi rurali locali e le principali vicende del mondo agricolo dai primi decenni dell'Ottocento al 1926, anno di nascita dell'Associazione Agraria di Borgo. In totale 227 pagine, 150 fotografie. Ci sono voluti alcuni anni di ricerca, tra gli archivi storici, comunali e parrocchiali. Non solo a Borgo e in Valsugana, territorio che Gioppi, ottimo camminatore, ha “pestato” in lungo e in largo, ma la ricerca si è estesa anche ad archivi di Trento e Rovereto. Dalle campagne e colture dell'Ottocento, con l'introduzione della patata portata dai perteganti tesini che frequentavano i Paesi Bassi a personaggi di spicco dell'epoca, come il nobile di Borgo Carlo Aloisio Hippoliti, dalle “Specifiche” colturali alle mappe franceschine, si arriva alla nascita delle aggregazioni agricole. «Come in tutte le vallate trentine, in quell'epoca anche in Valsugana molti piccoli operatori avvertono la necessità di trapiantare le nascenti forme di solidarietà per affrontare i bisogni più elementari della classe contadina», spiega Gioppi. Dalla Società Agraria Tirolese alla nascita del Consorzio Agrario Trentino nel 1874 per arrivare al 1881 con la pubblicazione della legge provinciale che istituisce il Consiglio provinciale d'agricoltura con i Consorzi Distrettuali periferici che sorsero anche a Borgo (nel 1882, comprendeva la zona sulla destra orografica del Brenta, da Novaledo a Torcegno) e Strigno (in sinistra Maso, fino a Grigno ed in Tesino), con lo stesso Tesino che successivamente chiese ed ottenne di avere un proprio Consorzio. Tante le notizie che arrivano da quegli anni, riportate sull'Almanacco Agrario o tratte dal bollettino periodico del consiglio provinciale d'Agricoltura: scopriamo così che nel 1894 il Tirolo Italiano partecipa all'Esposizione di Vienna con 216 espositori e 653 campioni di frutta, vini, formaggi e prodotti agricoli e che nell'occasione la Cantina Sociale di Borgo (nata l'anno precedente, seconda del Trentino per quantità d'uva lavorata con 2mila quintali) riceve la medaglia d'argento insieme alla latteria sociale di Pieve Tesino. Si racconta quindi della distribuzione delle terre incolte di Borgo alle famiglie meno abbienti, dei Comprensori d'Acqua e della realizzazione di interventi per regimare l'acqua, del grande mercato degli animali di Strigno e Borgo (si parla di mostre con 1.500 capi che si tenevano sulle due piazze del paese, fino a che fu nominata una commissione per trovare un posto alternativo, individuato in Prà Mercato). Non mancano numeri e dati sullo stato di paesi e campagne all'indomani della Grande Guerra, i risarcimenti danni, l'Anbau, l'arrivo in valle di famiglie di agricoltori provenienti dal vicino Veneto, i vari fabbricati (alcuni ancora oggi esistenti) dove si trasformavano i prodotti. «Non ho trattato la filiera silvopastorale che avrebbe richiesto un apposito volume», precisa Gioppi, che invece si è soffermato sulle attività manifatturiere legate a gelsicoltura, produzione lattiero casearia, viticoltura e coltivazione del tabacco. Nel 1925 il regime abolisce i vecchi consorzi istituiti dall'Austria e crea le Associazioni Agrarie. Quella di Borgo nasce nel 1926 ed è giunta fino ai nostri giorni. Attualmente è presieduta da Carlo Abolis, che ha ringraziato l'autore per il lavoro svolto.

«Dopo l'oblio negli anni dello sviluppo tumultuoso seguito al secondo dopoguerra, l'agricoltura sta tornando di nuovo protagonista», ha spiegato Abolis, ricordando che «è opportuno che il mondo agricolo acquisti consapevolezza del proprio ruolo, valori e conoscenze». Conoscenze che passano per il passato, la storia. Quella riportata da Gioppi.