Va in archivio l’indagine sulla variante al Prg di Ala 

Accuse prive di sussistenza, scagionati l’architetto Eccheli e l’assessore Brusco Per il tribunale non venne tentato alcun abuso d’ufficio nel piano regolatore



ALA. Archiviate le posizioni di tutti gli indagati coinvolti nell’inchiesta della Procura sul Prg di Ala: dopo aver stralciato il sindaco Luigino Peroni, anche l’assessore Enrico Brusco e il progettista Luca Eccheli, l’architetto che aveva redatto il piano regolatore, sono stati stralciati dalle indagini, in quanto è emerso, a parere del procuratore capo Aldo Celentano, che le ipotesi di tentato abuso d’ufficio erano prive di sussistenza. A chiarire la posizione dell’architetto Eccheli era stata la memoria corredata di documentazione prodotta lo scorso luglio dal difensore, l’avocato Matteo Sartori. La documentazione allegata documentazione aveva dimostrato che sia per quanto concerne il cambio di destinazione che la trasformazione da zona industriale e artigianale in area agricola - come nel caso di specie, che riguardava l’area industriale delle ex Distillerie Cipriani, all’epoca in liquidazione - non ricorrono gli estremi della condotta richiesta dall’articolo 323 del codice penale (in particolare l’obbligo di astensione) e in ogni caso non era stato ravvisato alcun beneficio particolare nei confronti della proprietà delle distillerie, in capo al cugino di Eccheli che ne era l’amministratore. Con queste premesse, la notizia di reato era da ritenersi infondata nei confronti di Eccheli, la cui posizione è stata archiviata dal gip Riccardo Dies. Stessa sorte per l’assessore Brusco, il quale aveva dimostrato non solo di non aver partecipato alla seconda votazione della variante al Prg, ma di essere stato lui stesso a segnalare al sindaco la propria incompatibilità dopo la prima votazione. La notizia è poi stata malinterpretata, ce ne scusiamo con gli interessati.

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