Ok alla variante: alle Casotte dieci ettari di nuove fabbriche 

C’è l’approvazione della Provincia. Quattro aree produttive con caratteristiche e norme diverse. Nella zona 1 ammesse altezze fino a 20 metri. Filari di alberi a mitigare l’impatto


MATTEO CASSOL


Mori. La Giunta provinciale ha approvato la variante al piano regolatore generale del Comune di Mori (conseguente al via libera al piano attuativo per l'area per impianti produttivi in località Casotte) adottata in via definitiva dal Consiglio moriano il 9 ottobre. Il Comune ha fatto presente che nel periodo di deposito della documentazione di variante non sono pervenute osservazioni nel pubblico interesse. Il servizio urbanistica e tutela del paesaggio ha quindi verificato i contenuti della variante al prg e ha rilevato che l’amministrazione comunale ha provveduto a introdurre negli elaborati le integrazioni cartografiche e le prescrizioni normative richieste in relazione alle osservazioni sulle fasce di rispetto del depuratore. Preso atto delle modifiche apportate ai contenuti della variante e valutati gli elementi portati dall’amministrazione comunale, la Giunta ha ritenuto di poter approvare la variante. Si dà l’ok finale dunque, in zona Casotte, a un’area di 260.125 metri quadri, dei quali 215.253 (ambito A) destinati a nuovi insediamenti produttivi (di cui “solo” 94.177 metri quadri effettivamente edificabili per nuove aziende, a causa delle fasce di rispetto attorno al depuratore) e 44.872 ancora da bonificare. Per l’area produttiva 1 (la più grande delle quattro dell’ambito A, quella che dà sul canale Hydro Dolomiti Energia dell’Adige) sarà possibile realizzare altezze dei fabbricati superiori ai 15 metri prescritti, fino a una altezza massima di 20 metri limitatamente al 50% della superficie edificata. Per l’area produttiva 4 (sopraelevata), vista la vicinanza della bretella tra A22 e statale 240, sarà obbligatorio adottare sulla copertura dei capannoni industriali la tipologia “tetto verde” con la sola esclusione eventuale delle palazzine uffici. In generale ci sarà l’obbligo di realizzare una fascia a verde piantumata con essenze ad alto fusto per una profondità minima di 4 metri lungo tutte le linee di confine sul lato dell’Adige (est) e sul lato del canale Hde (ovest). Lungo l’Adige ci sarà un tomo in terra alto almeno un metro e mezzo propedeutico a piantumare le essenze ad alto fusto in abbinamento ad arbusti. Anche le facciate degli edifici prospicienti il fiume dovranno essere verdi.













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