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Vaccini, in Trentino 10 mila prenotazioni in 24 ore

Zuccali: “Abbiamo aperto anche sabato e domenica e anche il successivo fine settimana per aumentare la possibilità di tutti di potersi vaccinare". Ferro: “Pochi i sanitari non vaccinati che hanno cambiato idea”



TRENTO. Sono circa "10.000 le persone che hanno già prenotato la loro dose nel corso di 24 ore e adesso monitoriamo le agende e le apriamo compatibilmente con le risorse di personale che abbiamo". Così, in conferenza stampa, Maria Grazia Zuccali, direttrice dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss.

"Sono 39.680 le slot già prenotate da qui a fine anno e alle 15.45 di oggi c'erano ancora 1.500 posti liberi - ha aggiunto il dg Antonio Ferro -. Queste prenotazioni si 'bruciano' e le nostre indicazioni sono di trovare ogni giorno nuovi posti disponibili, è una priorità data dall'assessorato e dall'Azienda perché fare più vaccini possibili è quello che ci permetterà di tenere aperto".

Quanto ai problemi di prenotazione attraverso il Cup, è stato spiegato, non tutte le persone che hanno più di 40 anni hanno maturato i 180 giorni per accedere alla terza dose e a loro è impedita la prenotazione. "Abbiamo aperto anche sabato e domenica e anche il successivo fine settimana per aumentare la possibilità di tutti di potersi vaccinare", ha aggiunto Zuccali.

Sulle "legittime lamentele dei cittadini che di fronte a necessità di tipo sanitario ordinarie si trovano ad avere ritardi oppure ad aver difficoltà", è intervenuto il presidente Maurizio Fugatti. "Dobbiamo pensare che il personale sanitario è impegnato nella gestione ordinaria e straordinaria del Covid - ha detto - e nella gestione delle vaccinazioni, nel personale che fa i tamponi. Ci mettiamo che c'è anche chi ha deciso, legittimamente, di non vaccinarsi e inoltre personale sanitario in Italia non se ne trova. Ma il Trentino è riuscito comunque sempre a gestire la situazione con le proprie forze", ha concluso Fugatti.

Proprio sui sanitari non vaccinati, ha precisato Ferro, sono state "molto poche" le persone che hanno cambiato idea e si sono vaccinate dopo essere state sospese: "Io rispetto le opinioni però sono prese di posizione ideologiche di cui prendiamo atto e quindi ritengo che lo stato di sospensione verrà prorogato".













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