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Uccisa all'ottavo mese di gravidanza, il marito resta in carcere

Mustafa Zeeshan non ha parlato né davanti al giudice per le indagini preliminari né all'avvocato di fiducia



BOLZANO. Mustafa Zeeshan, il pachistano di 38 anni accusato di avere ucciso sua moglie Fatima, incinta di 8 mesi, nel loro appartamento a Versciaco, è comparso oggi davanti al giudice per le indagini preliminari Emilio Schoensberg.

L'indagato non è stato però in grado di aprire bocca: era in uno stato catatonico, caratterizzato da rigidità muscolare degli arti, dalla chiusura degli occhi e della bocca. Inoltre da due giorni rifiuta il cibo e l'acqua.

Per questo motivo è stato necessario portarlo su una sedie a rotelle all'interrogatorio di convalida, durante il quale non ha parlato. Mustafa non ha detto nulla nemmeno all'avvocato di fiducia, Amanda Cheneri, e quindi il personale medico del carcere ha suggerito di sottoporre l'uomo ad una visita neurologica all'ospedale San Maurizio. Nella visita, effettuata oggi, sono stati comunque riscontrati parametri vitali regolari e quindi non si è reso necessario il ricovero. Mustafa è stato quindi nuovamente trasportato nel carcere di via Dante. Il giudice ha infatti convalidato l'arresto e confermato la custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato e pericolo di fuga. Nei suoi confronti ci sono pesanti indizi di colpevolezza. 













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