Valdastico: Rossi dice “ni” se ci conviene
Il presidente soddisfatto per la nascita del Comitato paritetico: «Finalmente potremo dire quali sono i nostri problemi»
CAVALESE. Un “no” che, se la convenienza fosse reale, potrebbe trasformarsi in un “ni” per sbocciare poi in un deciso “come faccio a non dire di sì” se, come spiega lo stesso presidente della Provincia Ugo Rossi, «loro mi risolvono alcuni dei più grandi problemi del nostro territorio». Loro sono il Veneto, lo Stato, l’A4; l’oggetto del contendere è la Valdastico o com’è stata definita ieri sulle pagine del Trentino dal caporedattore Paolo Mantovan la DeRoZa (acronimo di Delrio, Rossi e Zaia: si veda l’articolo Non è più la Pirubi: chiamatela DeRoZa); i problemi (leggasi anche convenienze) sono l’eccessivo carico di traffico pesante lungo la Valsugana e l’interesse ad implementare in maniera decisa il trasporto su rotaia (non solo dal Brennero ma anche verso la Valsugana). In questo quadro s’è inserito negli scorsi giorni il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che ha dato il via alla costituzione del Comitato paritetico tra Stato, Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento che dovrà analizzare le ipotesi progettuali e verificare tutte le condizioni per la fattibilità della discussa opera.
Presidente, la decisione del Cipe il presidente Zaia se l’è rivenduta come una sua vittoria: «Una svolta importante per il Veneto», l’ha definita. E’ così?
Assolutamente no. Il Cipe ha fatto, finalmente, quello che come Trentino chiedevamo da anni. Ho ancora una lettera che Pacher aveva inviato all’allora ministro Lupi dove scriveva proprio questo: che si avviasse una discussione e che venisse presa in considerazione anche la posizione della nostra provincia. Il Cipe ha dato il via libera alla costituzione di questo Comitato che dovrà fare proprio questo. Ascoltare tutte le parti in causa. E’ un grande passo avanti dai tempi in cui Lupi ci diceva “l’opera si fa anche se dite di no perché è di interesse nazionale”.
Voi che posizione porterete al Comitato?
Noi diremo prima di tutto “no”. Restiamo contrari e lo rimarremo anche in futuro. Poi, purtroppo, sappiamo che il nostro “no” non ha effetti vincolanti e quindi al “no” faremo seguire dati e studi sull’inutilità della Valdastico o DeRoZa, come l’avete chiamata voi.
Ok direte “no”, ma, me lo dice lei, è un’arma spuntata. Non ha effetti vincolanti.
E infatti noi tra i dati e gli studi metteremo sul tavolo anche quelle che sono le nostre criticità che potrebbero essere aggravate o, perché no, risolte, da quest’opera. Per esempio: il traffico pesante in Valsugana è decisamente eccessivo. E se un’autocisterna dovesse finire nel Lago di Caldonazzo? Pensate che catastrofe potrebbe causare. Allora, se loro riuscissero a risolverci questo problema (il traffico pesante diretto su Trento finirebbe sulla Valdastico il problema probabilmente si risolverebbe ndr) noi saremmo contenti.
Quindi il “no” diventa “ni”. Però da sempre la Provincia dice di puntare sulla rotaia.
Certo ma bisogna anche essere realisti e il traffico su gomma, anche a Tav completata, non scomparirebbe in un giorno. Però proprio perché come Provincia da sempre puntiamo sulla rotaia l’altro grande tema da portare al tavolo del Comitato paritetico è quello dell’elettrificazione della Valsugana. Questo sarebbe un’altra cosa che a noi interessa molto. Avere una linea finalmente veloce e diretta (in parte gestita dalla stessa Provincia ndr) che punta su Venezia sarebbe un grande passo avanti per il nostro territorio.
Ricapitoliamo. Voi dite di “no” però gli portate una serie di proposte che se accolte potrebbero farvi dire “ni”. Insomma, non sarà che alla fine la risposta diventa “si”?
Se ci risolvono i nostri problemi chissà (sorride il presidente ndr). Ma ci guardiamo bene dal dire intanto cosa succederà al tavolo del Comitato paritetico e figuriamoci se possiamo anticipare quel che accadrà dopo. Quel che è certo è che fino ad oggi non avevamo mai avuto la possibilità di presentare appieno la nostra posizione. Con il ministro Delrio, finalmente, abbiamo superato l’impasse. Ora comincia il percorso del dialogo.
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