Urbanistica ed energia i temi “caldi” a Canazei
Confronto radiofonico tra i candidati sindaco Cloch, Bernard e Parmesani Posizioni contrastanti sul teleriscaldamento e la metanizzazione del paese
CANAZEI. Varianti al Prg, teleriscaldamento, viabilità, parcheggi, arredo urbano, passi dolomitici, Marmolada, gestione degli eventi. Sono tanti e complessi i problemi che da lunedì si troverà ad affrontare il prossimo sindaco di Canazei, com’è emerso giovedì sera durante l’incontro condotto dalla giornalista Elisa Salvi con Giorgio Pedron ai microfoni di Radio Studio Record. Protagonisti Mariano Cloch, sindaco uscente e di nuovo in corsa con la lista “Uniti nel progresso”, Giovanni Bernard (consigliere di minoranza) di “Ensema se pel”, e Silvano Parmesani, di “Aria Neva”, che hanno iniziato il dibattito proprio la variante al Prg - approvata da 8 consiglieri di maggioranza - attualmente bloccata in Provincia per la verifica d’incompatibilità di 4 consiglieri.
Cloch, dopo aver illustrato l’iter e la volontà di proseguire con il piano per i centri storici, ha affermato: «Non credo che, per l’approvazione della variante, tutta la minoranza fosse incompatibile, è stata una scelta politica». Ma Bernard ha replicato, con fermezza: «Noi abbiamo agito secondo normativa». Parmesani, pur riconoscendo i meriti di una variante che dà risposte ai cittadini sebbene il piano dei centri storici sia in ritardo, si è mostrato invece critico su parcheggio e sottopasso di Pian de Pareda: «La Provincia aveva dato la disponibilità di 8 su 13 milioni di euro per la realizzazione, c’erano accordi tra le varie parti, ma non se n’è più fatto niente. Ora bisogna tornare alla carica». E Bernard ha aggiunto: «Quel parcheggio s’è perso nelle incertezze della giunta uscente che non è riuscita a concludere le procedure d’appalto». Cloch, però, ha motivato le difficoltà a procedere, con fondi “ipotetici”, in un progetto incagliatosi tra la fase del business plan e il post-elezioni provinciali (2013), quando non si è più potuto contare sugli annunciati finanziamenti.
Posizioni contrastanti, dei tre, anche sul teleriscaldamento: Cloch, ancora convinto della centrale a biomasse ma preso atto dello stop della Provincia a impianti nei comuni facilmente metanizzabili e della scarsità di cippato in Trentino, ha dichiarato d’aver avviato, nell’estate 2014, le procedure per un bando europeo per la concessione del metano. «L’apertura di Cloch alla rete del gas è una novità che risale solo al penultimo consiglio» ha sottolineato Bernard, convinto sostenitore del metano. Intende invece ricorrere alla valutazione di un esperto sulla rete più vantaggiosa Parmesani che si è impegnato, come Bernard e Cloch, a promuovere interventi sulla Marmolada, contando sul fondo Brancher (80 milioni di euro: 56 per progetti sovracomunali, 24 per i Comuni confinanti), che l’assessore Gilmozzi sembra invitare a investire per viabilità e sviluppo. Unità d’intenti, infine, per la gestione “professionale” degli eventi a sostegno di associazioni e volontari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA