Upt, Dellai non esclude di fare il capolista
E intanto sferza Mosna: «Lo stimo ma il progetto politico delle civiche non è all’altezza delle aspirazioni del Trentino»
TRENTO. L’Upt riparte dalla Margherita, parola di Lorenzo Dellai. L’ex presidente della Provincia, ieri a Montevaccino in occasione della riunione indetta dal suo partito per gettare le basi dell’imminente campagna elettorale, ha fatto più volte riferimento allo «spirito inclusivo» de “La Margherita – per il governo del Trentino”, il movimento che lui stesso nel 1998 aveva lanciato in provincia e che poi era diventato una realtà anche nazionale.
«Oggi, l’Upt deve raccogliere quel testimone - ha spiegato Dellai - per tornare a parlare a tutti. Bisogna recuperare lo spirito inclusivo che caratterizzava La Margherita trentina cercando, al tempo stesso, di utilizzare nuovi linguaggi, perché il mondo, da allora, è cambiato. Però è importante richiamare, anche nel simbolo del partito, quell’idea di apertura che stava nel dna de La Margherita. Al tempo stesso, però, non bisogna disorientare l’elettorato, a pochi mesi dal voto, e quindi più che a un ritorno al vecchio simbolo io penso a un’evoluzione dell’attuale». Insomma, la margheritina che oggi è in alto nel logo, sopra a “Unione per il Trentino”, potrebbe crescere in dimensioni ma senza andare a nascondere il nome del partito. «Allargando la base di consenso anche ad altre realtà e ad altre persone, oggi esterne all’Upt - ha proseguito Dellai - saremo ancora più utili alla coalizione di centrosinistra autonomista che, comunque, io vedo già molto forte e strutturata. Noi siamo gli unici che possono garantire stabilità al Trentino. Soprattutto la stabilità di governo, perché siamo una coalizione costruita per questo. Non siamo una raccolta di mal di pancia o partiti nati sulla spinta delle emozioni, come quelli del centrodestra. Il Trentino, e anche l’Italia, hanno bisogno di stabilità perché è solo da lì che si può partire con il cambiamento. I cittadini alla politica e alle istituzioni chiedono serietà e solidità».
Stabilità, responsabilità, governabilità, queste le parole chiave di Dellai che, sugli avversari del centrosinistra alle prossime elezioni, ha aggiunto: «Il centrodestra ha un problema strutturale con il Trentino perché è composto da partiti nazionali che non sono mai stati capaci di interpretare le reali esigenze della nostra gente. Hanno proprio una grammatica diversa. Poi, per carità, massimo rispetto per tutti, la democrazia è competizione ma penso che anche questa volta verrà dimostrato che la nostra provincia ha un dna diverso da quello che ha permesso l’affermazione di Pdl e Lega in altre realtà italiane. Per quanto riguarda Progetto trentino e Diego Mosna non posso che dire che stimo la persona, ma penso che la loro proposta politica non sia all’altezza delle esigenze e delle aspirazioni provinciali, per questo sono fiducioso e ritengo che il centrosinistra autonomista riuscirà a battere, anche questa volta, tutti gli altri contendenti».
L’ex presidente della Provincia ha anche sottolineato che il dialogo è aperto con Rete imprese italia e con Roberto De Laurentis. «Con lui condividiamo le politiche per garantire le piccole e medie imprese - ha detto Dellai - mentre non stiamo discutendo di posizioni in lista e assetti politici». E sulle voci che lo vorrebbero ricandidato come capolista dell’Upt Dellai non ha smentito ma ha anche detto: «L’Unione è un partito territoriale, strutturato, non di plastica come altri, quindi non dipende solo dalle sorti di un uomo. Io ho sicuramente goduto di una grande visibilità negli anni e ho ricoperto alcuni dei ruoli più importanti nel partito, ma sono uno dei tanti e l’Upt esiste ed esisterà anche al di là dei singoli».
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