Un laboratorio di relazioni per 154 bimbi

La scuola dell’infanzia di Lavis ha coinvolto una trentina di famiglie in una serie di incontri sulla psicomotricità al palasport

di Daniele Erler

LAVIS. Ha coinvolto 154 bambini il laboratorio di psicomotricità organizzato alla scuola materna di Lavis. É la prima volta che una scuola di nove sezioni sviluppa in Trentino un’esperienza didattica sulla psicomotricità, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo armonico dei bambini e delle loro relazioni.

Il progetto, pensato dalla Cooperativa Amica di Pergine e dell'associazione Coesi di Trento, ha riguardato i bambini dei corsi da medi in su della scuola di via dei Colli. Un numero elevato di partecipanti, tanto che è stato necessario utilizzare il palazzetto dello sport di via S. Udalrico per permettere lo svolgimento dell'attività.

Ogni settimana, i bambini, divisi in otto sottogruppi, si sono recati al palazzetto, dove li attendeva un istruttore. Attraverso l'utilizzo di oggetti tipici delle attività di sviluppo della psicomotricità (corde, palle, cerchi...) e di materiali di riciclo (come carta e cartoni), i bambini sono stati coinvolti in diverse tipologie di gioco.

«L'obiettivo perseguito – hanno spiegato gli organizzatori – è stato quello di stimolare la crescita, il cambiamento e lo sviluppo del bambino, che è stato reso soggetto attivo, cioè artefice della sua esperienza».

Il percorso ha registrato qualche criticità, come alcuni dubbi iniziali sollevati da alcune delle insegnanti della scuola materna o la necessità di ridurre la durata dell'attività, per permettere ai bambini di raggiungere il palazzetto e di rientrare poi a scuola. In alcuni casi, gli appuntamenti con il laboratorio sono saltati, perché il palazzetto era occupato da altre attività. Ma la prova del successo generale dell'iniziativa, affermano gli organizzatori, è stata l'entusiasmo dimostrato dai partecipanti durante gli incontri. Effetti positivi si sono inoltre riscontrati nelle capacità individuali e di socializzazione dei bambini. Fondamentale, inoltre, è stato l'apprendimento di determinate regole sociali, come l'assunzione di un ruolo nell'ambito dei giochi di gruppo.

Il laboratorio si è concluso con un incontro che ha coinvolto anche i genitori, che hanno così potuto sperimentare parte dell'attività svolta dai figli durante l'intero anno. Una trentina le famiglie coinvolte, che, con il supporto degli esperti, si sono cimentate in diversi giochi con teli e lenzuola.

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