il caso

«Troppe minacce: ora lascio Rovereto»

La consigliera del Pd Aicha Mesrar vittima nel 2012 di insulti: «Non faccio la vittima, ma il clima mi sembra pesante...»



ROVERETO. Una lettera anonima zeppa di insulti e di minacce di morte. Una lettera che risale a quasi due anni fa ma che ha lasciato, inevitabilmente, il segno in Aicha Mesrar e nei suoi familiari tanto da arrivare alla decisione di lasciare Rovereto e l’Italia per trasferirsi in Francia. «Da quell’episodio, che ha inciso profondamente in me e nella mia famiglia, è iniziato un ragionamento che ci ha indotti a prendere questa decisione. Le minacce prima e poi atteggiamenti poco inclini alla convivenza ci hanno portato ad una scelta per certi versi dolorosa» spiega Aicha Mesrar che a giorni si trasferirà in Francia.

«Ma il mio non sarà un addio definitivo a Rovereto perché questa rimarrà la mia città» tiene ad aggiungere. Mesrar, di origine marocchina, è arrivata a Rovereto quando aveva 22 anni. Dipendente di “Cinforrmi” ha trovato lavoro all’ufficio immigrazione del commissariato di polizia di Rovereto e nel 2010 è stata eletta in consiglio comunale nelle fila del Pd (dal quale si è dimessa). Una presenza assidua e un impegno costante, quelli di Mesrar, anche in associazioni per la pace e per la convivenza tra i popoli. Una convivenza che non era stata affatto gradita da chi aveva mandato anche al Trentino una lettera anonima con l’immagine della consigliera comunale che la raffigurava in una bara con tutta una serie di insulti in italiano e in un improbabile dialetto con l’invito (che suonava come una minaccia) a tornare nel suo paese.

Non andrà in Marocco, ma in Francia. «Sono legata a Rovereto dove sono cresciuta e dova sono nati i miei figli. Una città che mi ha dato un lavoro e mi ha consentito di diventare consigliere comunale. Qui ho parenti e tanti amici e ci tornerò. Ma il clima, dopo le minacce, si è fatto più difficile per me e per i miei familiari scossi dal punto di vista psicologico. E’ stato un percorso che abbiamo fatto tutti assieme prima di arrivare alla decisione di andarcene da Rovereto» spiega Mesrar.

Dal dicembre del 2012 non sembra siano arrivate più minacce di morte, ma non è bastato per far vivere alla sua famiglia in un clima tranquillo e sereno: «Ci sono stati atteggiamenti che mi hanno fatto capire che se tanto è stato fatto per l’integrazione, resta ancora moltissimo da fare su questo tema: e io sinceramente non ho più voglia di fare battaglie da sola. Non sono una vittima - tiene a precisare Mesrar - questa città mi ha dato molto e io ho dato molto a Rovereto, ma ora è arrivato il momento di una decisione...» Quella di dimettersi dal lavoro e dalla carica di consigliera e di lasciare l’Italia forse anche per motivazioni che esulano dalla questione insulti e minacce a sfondo razziale. «Abbiamo bisogno di un periodo di tranquillità e di serenità, ma il mio non sarà un addio definitivo a Rovereto. Ci voglio tornare e ci tornerò ancora...»













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